Aggiornato al 23/09/2019 13:28:53

1979, UN ANNO INDIMENTICABILE

Ormai pochi lo ricordano, molti hanno preferito dimenticare, i più  non sanno di ciò che successe quarant’anni. Per l’Italia repubblicana il 1979 fu un anno dei più sanguinosi, costellato da agguati da parte di frange armate extraparlamentari fuori controllo di estrema destra e di estrema sinistra e dalla malavita organizzata, che mirava ad intimidire i responsabili delle forze dell’ordine inviati soprattutto in Sicilia per contrastarla.

I colpi di pistola non risparmiarono nessuno: operai-sindacalisti, giudici, avvocati, poliziotti, perfino giovani studenti in una assurda faida politica. Il capo della Mobile di Palermo Boris Giuliano, uno dei più impegnati nella lotta alla malavita siciliana, fu vigliaccamente colpito alla schiena mentre faceva colazione al Bar Lux, come tutti i giorni, da Leoluca Bagarella, killer della mafia “cafona”, quella corleonese capeggiata da Totò Riina.

Eppure, in quel 1979 rosso sangue qualcosa di azzurro entusiasmò i tifosi della Ferrari per un titolo che segnava, ma non lo sapevano, la fine di un’era di supremazia tecnica, tanto che quel titolo sarebbe tornato a Maranello solo una ventina d’anni dopo.

Ecco cosa successe in quei dodici mesi in Formula 1 …

B.B.

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