Aggiornato al 20/08/2017 09:51:30
18/06/2017

24H LEMANS: FORTUNA PORSCHE, MALEDIZIONE TOYOTA

Ciò che non doveva succedere, è successo. Ciò che molti avevano previsto, si è avverato. Ciò che era sembrato impossibile, è diventato vittoria. Questa potrebbe essere la sintesi di una delle edizioni più pazze della 24 Ora di Le Mans. "Corsa epica" l'ha definita l'attore Patrick Dempsey, patron dell'omonimo team per cui corre il nostro Matteo Cairoli. Ciò che non doveva succede, è successo: dopo la beffa dell'anno scorso, la Toyota si era presentata con tutte le credenziali per vincere, avvalorate dalla presenza di ben tre TS50 Hybrid che, per quanto fatto vedere nel Test Day e nelle qualifiche, avrebbero dovuto far delle due Porsche 919 Hybrid un solo boccone. Invece Le Mans ha "deciso" diversamente e così la Casa giapponese dovrà aspettare il 2018 per cercare di sfatare quella che è ormai una sorta di maledizione egizia.

Dopo una partenza alla grande, tutte e tre le TS50 sono entrate in crisi. Ha iniziato sul far della sera la #8, arrivata ai box con un principio d'incendio sull'asse anteriore destro (sembra che sa andato in tilt uno dei due motori elettrici): dopo una lunga riparazione, la vettura è tornata in pista ed è stata l'unica a salvare l'onore giapponese con il nono posto finale. Sì perché le altre due sorelle sono state costrette al ritiro durante la notte, nello spazio di appena tre giri: la #7 del poleman Kamui Kobayashi per la rottura della frizione e la #7 per una violenta toccata con un'altra auto.

E non è che alla sua avversaria le cose stessero andando meglio. Certo, allontanato il pericolo giapponese, la #1 poteva comandare la corsa con una certa tranquillità, la compagna #2 era stata costretta ai box per oltre un'ora per problemi all'avantreno, ed aveva ripreso la pista lontanissima dal primo posto. Il risultato è che allo spuntare del giorno, alle spalle della Porsche #1, in pratica l'unica LMP1 con possibilità di vittoria, incombeva minaccioso, anche se tenuto a distanza di sicurezza, un nugolo di LMP2, che viaggiava velocissimo ed apparentemente senza particolari problemi, se non per certe confidenze dei loro piloti. Ma Le Mans non aveva scelto per la vittoria la #1, costretta a fermarsi a bordo pista verso le 10 del mattino, con un disperato André Lotterer che cercava inutilmente di raggiungere i box. Ed ecco che si stava avverendo ciò che era nelle previsioni di alcuni: la possibilità della vittoria di una "piccola" LMP2, in particolare la l'Oreca #38 del team dell'attore premio Oscar Jackie Chan.

Un sogno che è svanito di un'ora e mezza dalla bandiera a scacchi, la #38 veniva superata dalla Porsche #2 che con una rimonta pazzesca aveva annullato l'ora persa per le riparazioni. È toccato al coriaceo Timo Bernhard compiera la parte finale dell'impresa e portare la sua 919 Hybrid a cogliere un'insperata ma meritata vittoria. Secondo posto per la P2 della Jackie Chan e terzo per la P2 della Vaillante Rebellion che ha pagato con una penalizzazione la speronata inflitta stupidamente da Nelson Piquet ad un avversario. All'ottavo posto l'altra LMP1 supersite, la Toyota #8, che ha tagliato il traguardo con uno accigliato Sébastien Buemi.

Da segnalare i, l decimo posto assoluto della Dallara P212 del debuttante team tutto italiano Cetilar Villorba Corse. Da applausi la sua prestazione! Gara al cardiopalma tra le GTE Pro, con oltre 40 cambiamenti di leader nelle 24 Ore. Per conoscere il nome della vincitrice è stato necessario attendere l'ultimo giro Jonathan Adam (Aston Martin #97) ha infilato, dopo una lotta durata un'ora, la Corvette #63 di Jordan Taylor che nella foga della lotta aveva distrutto un tirante dello sterzo sulle ultime curve e che ha dovuto cedere anche la seconda posizione alla Ford GT #67 di Hary Tincknell. Beffa nella beffa! Tutta rossa Ferrari la GTE Am, con la 488 che conquista l'intero podio della categoria.

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