Aggiornato al 21/09/2018 08:08:09
29/08/2018

ANDREA COLA A BRNO PER IL F3 FIA-CEZ

Ad un mese dall’aver conquistato per la seconda volta consentiva la AMF F.3 Cup ovvero il campionato austriaco di Formula 3 che è oggi è la più importante serie organizzata dall’Austrian Motorsport Federation, il 19enne pilota romano Andrea Cola punta decisamente a bissare anche il successo ottenuto l’anno scorso nel F.3 FIA-CEZ la cui ultima prova della stagione 2018 è in programma nel weekend dell’8-9 Settembre prossimo sul circuito boemo di Brno. L’appuntamento sarà anche l’ultimo atto del campionato Remus Formel 3 Pokale 2018, organizzato da Franz Wöss Racing Company, sulla base di sette eventi, ognuno dei quali articolato in due gare, che vede attualmente Andrea Cola al secondo posto in classifica.

«Ci vorrà un’impresa, una super-prestazione da parte di tutta la squadra, a cominciare da me» dice il pilota del team Monolite. «Il successo nel campionato AMF mi ha “caricato” ulteriormente intendo giocarmi fino in fondo tutte le mie carte. Al momento la nostra preoccupazione è la perdita di potenza del nostro motore causata dall’eccesivo chilometraggio percorso. Quest’anno il calendario ha previsto gare molto ravvicinate (anche ogni due settimane) ed è mancato il tempo tecnico per effettuarne la revisione che richiede tra i 60 e 90 giorni. Darò il 110% di me stesso per sopperire alla mancanza di potenza, e sono sicuro che il cuore di “Toruk”, come chiamo la mia Dallara, resisterà  sino alla bandiera a scacchi di gara 2: Vogliamo il titolo FIA-CEZ 2018!». 

«Da un punto di vista prettante tecnico il circuito di Brno è caratterizzato da un primo tornante a destra,(intitolato a František Šťastný, cui fanno seguito una curva a sinistra e un rettilineo di circa 500 metri che comincia in leggera salita per poi finire in leggera discesa, formando così una leggera gobbetta» spiega Andrea Cola. «Poi si ha una “S” sinistra-destra, un rettilineo in discesa, una zona guidata caratterizzata da cinque curve, tre delle quali destra e due a sinistra, che formano il cosiddetto Stadion. Seguono un rettilineo in discesa e una curva destra intitolata a Kevin Schwantz. A questo punto la strada comincia a salire per arrivare ad una seconda sinistra-destra, cui segue un rettilineo in salita che termina con la “S” finale, anch'essa sinistra-destra. Tutto sommato una bella pista… anche se manca una doppia esse come quella di Bosonoyi del vecchio circuito stradale dove un pilota faceva davvero la differenza!».

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