Aggiornato al 22/09/2021 10:30:17
09/06/2021

BAKU: A SORPRESA VINCE PEREZ !

Autore: Carlo Baffi

Un finale thrilling quello che ci ha riservato il Gran Premio dell’Azerbaigian. Una corsa che pareva avviata a celebrare il terzo successo stagionale di Max Verstappen sulla Red Bull, s’è invece trasformata in una lotteria con un nuovo start a pochi chilometri dalla fine ed un epilogo inaspettato. Ma procediamo con ordine. La prima fila vede al palo la Ferrari di Charles Leclerc alla sua seconda pole stagionale consecutiva. Al suo fianco Lewis Hamilton con la Mercedes, autore di un colpo di coda in qualifica dopo i grossi problemi palesati nelle libere. In seconda fila la Red Bull di Verstappen (contrariato dopo le qualifiche) nuovo leader del mondiale e l’Alpha Tauri del bravo Pierre Gasly. Dietro di loro, Sainz e Perez rispettivamente con Ferrari e Red Bull. Lando Norris su McLaren-Mercedes  invece deve scontare tre posizioni di penalità per non aver rispettato la bandiera rossa a seguito dell’incidente di Giovinazzi. Le tornate da percorrere sono 51 da percorre su un tracciato cittadino anomalo come quello di Baku, che si sviluppa tra curve lente, lunghi rettilinei veloci e muretti insidiosissimi che non perdonano alcun errore.

Allo spegnimento dei semafori Leclerc mantiene la testa davanti ad Hamilton, Verstappen, Perez e Gasly. La leadership ferrarista però dura pochissimo. Hamilton balza al comando al terzo  passaggio e risponde al giro veloce di Verstappen, che inizia ad insidiare Leclerc e che lo passerà dopo tre tornate. Il monegasco è in evidente difficoltà con le soft e al passaggio nove rientrerà ai box optando per la mescola dura. Difficoltà anche per l’altra rossa. Dopo il pit-stop, Sainz arriva lungo in curva 8 perdendo posizioni. Qualche problema pure per Hamilton al giro 12, quando rientra per montare le dure e perde tempo prezioso nella ripartenza, rallentato dall’arrivo di Gasly. Verstappen si ferma la tornata successiva e Perez sale quindi al comando del Gran Premio. L’olandese però si trova davanti alla Mercedes del britannico e quando il messicano si ferma per la sosta s’insedia al primo posto. Alla Red Bull sono velocissimi e permettono così pure a Perez di tornare in battaglia davanti ad Hamilton, sceso al terzo posto. Riepilogando le posizioni dunque abbiamo: Verstappen, Perez, Hamilton, Stroll, Gasly, Leclerc, Vettel, Tsunoda, Norris e Bottas (partito decimo).

Hamilton cerca di non perdere terreno da Perez, ma via radio denuncia di non avere il ritmo. Prosegue il calvario di Bottas che nel riportarsi su Norris finisce lungo in curva 16. Per il finnico la luce in fondo al tunnel è sempre più lontana. La corsa prosegue senza grosse emozioni con il duo Red Bull davanti, ma ecco che Lance Stroll si schianta contro il muro in pieno rettilineo a causa del cedimento della gomma posteriore sinistra della sua Aston Martin. Il botto non è da poco, il canadese esce dall’abitacolo e viene condotto al centro medico a scopo precauzionale. Siamo al giro 31, entra la safety car e la pit-lane viene chiusa. In pista si rimuovono i detriti e si provvede a recuperare l’Aston Martin incidentata. Aperta la pit-lane, rientrano Alonso, Giovinazzi, Russell e Schumacher che però s’arresta in fondo alla corsia, forse per una ruota fissata male. Il giovane tedesco viene quindi riportato indietro dai meccanici della Haas per rimediare all’accaduto.

Al 36° passaggio il Gran Premio riprende con le due Red Bull che cercano nuovamente di fare le lepri. Nelle retrovie Sebastian Vettel è autore di un ottimo spunto, passa Leclerc e accende le ostilità con Gasly. Un duello coriaceo in cui alla fine ha la meglio il teutonico che si porta in quarta posizione. Hamilton cerca di stare incollato a Perez, mentre il suo diretto rivale per l’iride vola via. Lewis cerca allora il punto addizionale con un giro veloce alla 44esima tornata, ma “Mad Max” gli risponde subito abbassando il tempo. Siamo ormai giunti nella frazione finale e tutto pare ormai deciso, quand’ecco il colpo di scena.

A quattro giri dalla bandiera a scacchi, le telecamere inquadrano la Red Bull numero 33 infrangersi all’improvviso  contro il muro lungo il rettilineo. Anche Verstappen è vittima del cedimento del pneumatico posteriore sinistro. Una collisione in piena velocità, che fortunatamente non ha conseguenze sul pilota, il quale si dispera via radio ed una volta fuori dalla vetura sfoga la sua rabbia prendendo a calci la gomma afflosciata. Grande sconforto anche tra gli uomini di Chris Horner: reazione più che comprensibile. Al di là della vittoria sfumata, sarebbe stato un altro importante passo avanti in classifica. Invece Hamilton si ritrova di colpo secondo dietro a Perez e con il suo competitor a zero punti. Si fa largo la probabile ipotesi di una  conclusione dietro la safety-car subito entrata in azione, invece viene esposta la bandiera rossa.

Gara sospesa, che però ripartirà per disputare gli ultimi giri: una sorta di super sprint race. Le monoposto fanno così ritorno in pit-lane dove montano gomme soft e attendono indicazioni per la ripresa delle ostilità, che avrà luogo con partenza da fermo in griglia. Ora, va bene cercare di animare l’evento, rendendolo il più possibile palpitante, ma in merito a questa soluzione riserviamo qualche perplessità. E’ risaputo che la partenza riserva sempre non pochi pericoli, quindi perché far correre ulteriori rischi inutili ai piloti per disputare solo tre tornate ? Non stiamo parlando di metà gara ancora da percorrere. Già l’anno scorso era emersa questa tendenza al frequente ricorso della bandiera rossa e francamente non erano mancate le critiche. Possiamo capire una partenza lanciata, ma da fermi … All’origine della decisione presa dal direttore di Michael Masi, ci sarebbe stato il motivo di consentire ai commissari di percorso di ripulire l’asfalto dai tanti detriti sparsi, che si dice all’origine del cedimento delle coperture di Stroll e Verstappen. Comunque, ad di la di queste considerazioni, le monoposto si ripresentano sul tracciato e dopo aver seguito la vettura di sicurezza prendono posto sulle rispettive piazzole in quest’ordine: Perez, Hamilton, Vettel, Gasly, Leclerc, Tsunoda, Norris, Sainz, Ricciardo, Alonso, Raikkonen, Giovinazzi, Latifi, Bottas, Russell, Schumacher e Mazepin.

Al secondo spegnimento delle luci, Hamilton porta subito il suo assalto a Perez, ma ecco il secondo coup de theatre. L’inglese mette la sua Mercedes davanti alla Red Bull del rivale, ma alla staccata della curva 1 va lungo nella via di fuga. Doccia fredda per Toto Wolff & C. che già pregustavano un insperato trionfo, che avrebbe rappresentato un bel colpo basso ai “nemici” di Milton Keynes. Hamilton invece viene sfilato da tutto il gruppo e riparte ultimo.

Nel dopo gara Lewis svelerà l’arcano rivelando di aver toccato inavvertitamente una levetta posta sul retro del volante mente stava sterzando. Così facendo, è rientrato in funzione il sistema che facilita il riscaldamento delle gomme nel giro di formazione. Un dispositivo che agisce anche sulla ripartizione di frenata e di conseguenza ha prodotto il bloccaggio fatale. Eloquente il messaggio rivolto da Hammertime ai suoi tecnici:” Sorry guys.” Errare è umano, ma forse vuol dire che anche un fuoriclasse navigato come Lewis sta avvertendo la pressione psicologica nel contrastare una Red Bull molto competitiva.

Torniamo però in corsa. A Perez non pare vero e spinge subito sull’acceleratore allungando su Vettel. Dietro si combatte per il terzo posto, con Leclerc che supera inizialmente Gasly, il quale però replica ripassando il ferrarista, il quale si ritrova negli scarichi un arrembante Norris, seguito da Alonso. Al restart, lo spagnolo ha scavalcato Ricciardo e Sainz. Sono gli ultimi scampoli di un round infiammatosi nel finale. Sergio Perez taglia vittorioso il traguardo per la sua seconda volta, prima con la Red Bull. Vettel può finalmente festeggiare il suo primo podio con la Aston Martin, primo anche per la scuderia di Lawrence Stroll. In terza posizione, al suo terzo podio in carriera Gasly con l’Alpha Tauri. A chiudere la top ten, Leclerc, Norris, Alonso, Tsunoda, Sainz, Ricciardo e Raikkonen. Fuori dai punti Giovinazzi, Bottas (sempre più comparsa), Schumacher, Mazepin, Hamilton (quindicesimo) e Latifi. Russell è rientrato ai box subito dopo il nuovo via.

In virtù di questi piazzamenti, la classifica piloti resta invariata nelle posizioni di vertice. Verstappen è sempre primo a 105 punti contro i 101 di Hamilton: in sostanza il confronto tra i due è terminato zero a zero. Al terzo posto sale invece Perez a quota 69, poi Norris a 66 che allunga su Leclerc a 52. Bottas resta inchiodato in sesta posizione a 47, precedendo Sainz (42), Gasly (31), Vettel (28). Ricciardo (26) ed il dell’Alpine: Alonso e Ocon rispettivamente a 13 e 12. Diversa invece la situazione tra i costruttori. La nuova debacle Mercedes, permette alla Red Bull di rafforzare la posizione di testa, forte di 174 lunghezze. La “Stella a Tre Punte” resta ferma a 148. La Ferrari è la terza forza a quota 94, davanti alla McLaren (92). Molto più staccata, l’Alpha Tauri (39) precede l’Aston Martin in netta risalita (37) l’Alpine (25) e l’Alfa Romeo che si porta a quota due, grazie al 10° posto di Raikkonen.

E veniamo alle considerazioni finali. Di certo sia Verstappen che Hamilton hanno gettato alle ortiche una grossa chance, quella che nel tennis chiamano contro-break.  La Mercedes pare avere qualche difficoltà più del previsto e la crisi patita a Monaco non  è del tutto alle spalle. Il prossimo appuntamento sul tracciato del Castellet, il prossimo 20 giugno, ci fornirà maggiori indicazioni sullo stato di salute delle Frecce Nere. Ciò anche a fronte delle decisioni che la Federazione prenderà in merito alle ali flessibili finite al centro delle polemiche.  La Red Bull esce da Baku soddisfatta a metà. L’amarezza per il ritiro di Verstappen è tanta, ma il trionfo di Perez conferma che la RB16B sta dando molto filo da torcere alla scuderia di Brackley ,che fino a pochi mesi fa pareva invincibile.

Per il team anglo-austriacio  è stata senza dubbio una domenica dalla forti emozioni, perché anche l’affermazione di Perez ha rischiato di svanire nel nulla. Dopo aver tagliato il traguardo, “Checo” ha parcheggiato la sua vettura lungo la pista, pare per un problema idraulico. Beh, un secondo ko a breve distanza dal precedente, sarebbe stata una beffa decisamente troppo atroce.

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