Aggiornato al 25/09/2020 21:30:53
03/09/2020

CHI SIAMO, QUANTI SIAMO, DOVE ANDIAMO

Autore: Marco Giachi

Ci siamo! A Monza e poi al Mugello e poi a Imola, un tris di Gran Premi che difficilmente si ripeterà in futuro.

Per la verità è difficile prevedere cosa sarà in futuro, ma tre Gran Premi in Italia sono comunque tanti e difficili da immaginare di nuovo negli anni prossimi.

Al momento in cui scrivo Imola, per inciso, è anche in ballottaggio per i mondiali di ciclismo a fine settembre, strappati in extremis alla Svizzera che non offriva le necessarie garanzie, e quindi si appresta a vivere due mesi da assoluta protagonista della scena sportiva mondiale.

Peccato che, con le restrizioni sul pubblico, questo non produrrà un grande indotto intorno all’autodromo ma la visibilità dell’Emilia Romagna qualcosa ci guadagnerà, sicuramente.

In questi momenti è quasi più interessante riflettere su questi argomenti di carattere generale che sui risultati sportivi che stanno diventando veramente ripetitivi con Antonio Giovinazzi che continua a “perdere” le vetture che guida (che non è una bella cosa), Lewis Hamilton che continua a vincere (anche questa, a lungo andare, non è una bella cosa), Valtteri Bottas a fare il secondo e Max Verstappen a provarci a fare qualcosa (che non è una bella cosa per entrambi).

E’ brutta questa Formula 1, anche per le tartarughine che vanno piano (si spera almeno che vadano “sane e lontane”, come dice il proverbio). La Ferrari è scialbina anche nelle difficoltà con frasi fatte di circostanza e atteggiamenti “politically correct” sicuramente molto composti e aziendalisti ma decisamente poco scalda-tifosi.

Ma non è colpa sua.

A pensarci bene, un regolamento tutto bloccato che, in pratica, impedisce a chi ha problemi di risolverli non può che portare a questo.

Non si può cambiare, non si possono provare soluzioni nuove, non si può fare nulla di nulla.

Una volta, quando c’erano “loro” (la coppia terribile Ferrari-Forghieri), in una settimana si sarebbe rivoltata la macchina, si sarebbero provate soluzioni nuove, anche disperate, ma ci si sarebbe dati da fare: tutti al tavolo da disegno fino alle dieci di sera compresi i fine settimana (e Natale e la Befana se necessario) e tre turni in Galleria del Vento a provare e riprovare.

E non c’erano la CFD e i simulatori, sennò lo vedevi il casino che avrebbero messo su “quei due”, dopo un tredicesimo e un quattordicesimo posto su … venti partecipanti.

Ora no, chi va forte continuerà a farlo e chi va piano può solo cercare di non affondare nella tempesta (non lo dico io, ma uno molto più autorevole).

Al Mugello intanto, notizia di questi giorni, ci sarà il pubblico: 2880 posti, ma a un prezzo medio di mille(!) euro per la gara, buon per loro!