Aggiornato al 19/09/2020 20:44:15
10/01/2020

DAKAR 2020: LE MINI VOLANO

"Sono deluso perché stiamo andando davvero al massimo, ma il buggy Mini è troppo veloce rispetto ad un 4x4. Ma cosa possiamo fare? Questa è una nuova Dakar e penso che dobbiamo fare un ottimo lavoro. Abbiamo finito la prima settimana senza problemi e sono abbastanza contento. Vedremo la prossima settimana. Sarà più dura. Penso che ci saranno più dune, ma la strada è ancora lunga". Nasser Al-Attiyah, vincitore della Dakar 2019, la terza in carriera, commenta così l'andamento delle ultime quattro tappe di quest'edizione saudita, vinte in sequenza dai piloti dei buggy Mini: Peterhansel, Sainz, Sainz e ancora Peterhansel, anche se con distacchi contenuti, mai decisivi.

Alla vigilia della giornata di riposo a Riyadh, “Peter” ha tagliato il traguardo con 1'33” sul compagno di squadra e 3'22” sul pilota del Qatar, che comunque mantiene il secondo posto nella classifica generale a 7'48” da Sainz. Peterhansel è terzo a 16'20 dalla vetta. Completano la top-five il pilota di casa Yazeed Al-Raihj con l'Hilux del team Overdrive, e l'argentino Orlando Terranova con la Mini John Cooper Works Rally, mentre il francese Mathieu Serradori autore di una bella gara regolare con l'SRT relega al settimo posto Giniel De Villiers, l'unico pilota Toyota Hilux ad aver vinto finora un tappa.

Domenica si ricomincia con la prima delle sei tappe dell'ultima settimana di gara, la Riyadh-Wadi Al Dawasir, la più lunga della Dakar con ben 546 km di prova speciale e 195 km di trasferimento, che è anche una delle più varie, con dune  sparse lungo tutto il percorso. Tra vari tratti di salita, il fuoristrada si alterna a settori con numerose traversate dove i navigatori dovranno essere sempre all'erta. Veloce... ma non troppo veloce!