Aggiornato al 21/04/2021 15:21:42

F.1 VERSO IL DEBUTTO

Autore: Carlo Baffi

In attesa dell’attesa presentazione della nuova Ferrari SF21, che avrà luogo il prossimo 10 marzo, s’è conclusa una settimana dove parecchi team hanno svelato le loro nuove monoposto. Dopo McLaren, Alpha Tauri, Alfa Romeo, Red Bull e Ferrari (solo per quanto concerne la nuova coppia di piloti), ecco le altre protagoniste del Mondiale di Formula Uno 2021, che scatterà il 28 marzo in Bahrain. Si parte dalla prima della classe, la Mercedes, dominatrice le ultime stagioni. A Brackley si sono alzati i veli sulla W12, l’evoluzione della vettura dell’anno scorso.

Complice il congelamento di parecchie parti, in primis il telaio, la struttura di base è rimasta identica, ma i tecnici della “Stella a Tre Punte”, hanno lavorato assiduamente su tutte quelle altre aree non vincolate. L’obiettivo principale è il recupero del carico posteriore tolto dalle nuove direttive aerodinamiche e trovare nuove soluzioni per  far fronte alla diminuzione del grip complici le gomme diverse. Per quanto concerne l’estetica, è stata mantenuta la livrea nera del 2020 (adottata per la lotta al razzismo), è però ricomparso l’argento nella parte posteriore dell’airscope.

Al tutto si aggiungono i classici profili azzurro chiari, colore dello sponsor Petronas. Da sottolineare la comparsa più rilevante del marchio AMG, la branca sportiva del costruttore di Stoccarda. A fare notizia però è stato ancora il sette volte iridato Lewis Hamilton, che ritornando sulla recente firma del contratto per una sola stagione (40 milioni di Euro) ha affermato:” Ho vinto più di quanto sognassi in F.1 e non c’era necessità di programmare il futuro a lungo termine.” Certo, ha subito confermato che la sua passione per le corse è ancora forte e di sentirsi pienamente coinvolto nella sua professione. Ma guardando avanti, “Hammertime” ha aggiunto che le sue prossime scelte non saranno condizionate dalla conquista dell’ottava corona iridata, che lo consacrerebbe il pilota più titolato del Circus. Bensì sarà decisivo il “sorridere quando infilo il casco ed esco dai box.” Che l’inossidabile fame di vittorie sia in via d’esaurimento ? Un dubbio che potrebbe sembrare paradossale per un cannibale come Hamilton, ma solo il futuro ci svelerà l’arcano. Il team boss Toto Wolff, sempre in perfetta sintonia con Lewis, confida nella grande professionalità del fuoriclasse britannico in vista del prossimo campionato. Poi si vedrà, i tempi cambiano come ha dichiarato lo stesso Wolff ed è risaputo che Hamilton ha un sacco di interessi e passioni al di fuori del mondo automobilistico.

Nello stesso giorno s’è alzato il sipario anche sulla Renault, pardon l’Alpine. Un nome blasonato legato al costruttore francese, che ha sostituito quello ufficiale della Regie. Una decisione legata al marketing voluta dal presidente e a.d. Luca De Meo per rilanciare un brand con una spiccata connotazione sportiva. Tant’è che anche la carrozzeria ha abbandonato il giallo, per adottare il classico bleu francese, con inserti bianchi e rossi sul retrotreno della A521. Così è stata battezzata la monoposto costruita nella factory inglese di Enstone. ”La livrea ha la forza e la semplicità di una bandiera – ha dichiarato De Meo – Alpine e Renault hanno e devono avere un posto nell’élite del motorsport.”

 

Ambizioni che dovranno essere confermate dai risultati e qui entra in gioco l’esperienza e la classe di Fernando Alonso. Il due volte iridato fa ritorno nel Circus dopo averlo lasciato nel 2018, ereditando il volante di Daniel Ricciardo emigrato alla McLaren. Sa perfettamente che il compito di riportare ai vertici il team non sia semplice ed immediato, ma la sua determinazione  insieme a quella del gruppo può rappresentare un punto di forza. L’asturiano non era presente al launch per via dei postumi dell’intervento chirurgico subito in seguito all’incidente in bici dell’11 febbraio scorso, che gli ha provocato una frattura alla mascella. E’ comunque confermata la sua presenza ai test a Sakhir in calendario dal 12 al 14 marzo, insieme al compagno Esteban Ocon, riconfermato.

Altra new entry legata all’Alpine è quella di Davide Brivio, il popolare manager italiano arrivato dalla MotoGP, nonché reduce dalla conquista del mondiale in Suzuki con lo spagnolo Joan Mir. Brivio, 56enne inizia così una nuova avventura motoristica nella galassia delle quattro ruote. Sarà capo di quella scuderia considerata la nazionale automobilistica d’oltralpe.

Dal “Bleu”, passiamo al “British Racing Green” dell’Aston Martin, finita sotto i riflettori il 3 marzo. Anche qui non mancava la curiosità per la ex Racing Point di proprietà del magnate canadese Lawrence Stroll, che ha assunto la nuova denominazione rinnovando pure la livrea. Un verde metallizzato che si fonde col nero nella parte inferiore della vettura, della serie un bel colpo d’occhio, quello offerto la AMR21. Sarà questa l’arma affidata alla coppia formata da Lance Stroll e dal quattro volte iridato Sebastian Vettel.

Il tedesco ha lasciato la Ferrari dopo un’annata molto deludente e siamo convinti che farà di tutto per tornare ad essere protagonista.” Non vedo l’ora di correre – ha confessato entusiasta l’ex ferrarista – l’obiettivo di tutti è vincere e c’è un bel gruppo.” Lo slogan del launch recita testualmente: “Il passato è diventato futuro”. Già, perché quello dell’Aston Martin non è un debutto in F.1, bensì un ritorno. La memoria corre al biennio 1959-60, quando la factory britannica corse con i modelli DBR4 e DBR5. I piloti erano Roy Salvadori, Carrol Shelby e Maurice Trintignant. L’avventura non fu certo esaltante: solo cinque Gran Premi disputati con due sesti posti come migliori piazzamenti siglati dall’inglese Salvadori nel ’59. Dopodichè l’azienda puntò sull’endurance. E proprio in quell’anno vinse la “24 Ore di Le Mans” con la DBR1 pilotata da Shelby e Salvadori.

Un successo alla base di un mito che crebbe ulteriormente grazie alla saga cinematografica legata a James Bond, l’agente 007, creato dalla penna di Ian Fleming. Ebbene dopo sessant’anni dall’ultima apparizione in un G.P. (era quello di Gran Bretagna a Silverstone), l’Aston Martin torna in pista con un modello che a prima vista ricorda parecchio la Mercedes W12. Non dimentichiamo che l’anno passato la Racing Point finì nell’occhio del ciclone, tacciata di essere un clone della Mercedes 2019. Del resto i collegamenti tra le due scuderie sono molto forti. Oltre a montare la power unit teutonica, Toto Wolff è azionista del marchio inglese, seppur con una quota di minoranza ed è grande amico di Stroll senior. Dopo il quarto posto tra i costruttori del 2020,  all’Aston Martin mirano a migliorarsi ancora ed entrare nei primi tre top team è alla loro portata. Anzi, il team principal Otmar Szafnauer s’è spinto oltre :”Entro tre, cinque anni, puntiamo a vincere il mondiale.”

Del resto gli investimenti non mancano e la crescita della compagine è un dato certo. Dalla questione riguardante le “Mercedes rosa”, passiamo alle polemiche sulla nuova grafica della Haas, rivelata al pubblico il 4 marzo. Ebbene, la nuova colorazione è finita subito sotto la lente della Wada, l’agenzia mondiale antidoping. Gran parte del corpo vettura infatti, è bianco con alcuni spazi in blu ed in rosso. Tinte che richiamano la bandiera della Russia, patria del main sponsor Uralkali legato a Nikita Mazepin. Il padre del rookie è il vice presidente del Consiglio di Amministrazione di questa società che possiede alcuni siti di estrazione mineraria negli Urali. Il problema nasce dalla sentenza emessa dalla Corte di Arbitrato per lo Sport, secondo la quale agli atleti russi sarebbe vietato di competere agli eventi mondiali per il biennio 2021-2022.

Sanzione legata al doping ed agli occultamenti coperti dallo stato russo ai Giochi Olimpici invernali del 2014. A ciò si è aggiunge quanto stabilito dalla Federazione Automobilistica Russa, che ha esteso il provvedimento anche ai campionati del mondo titolati Fia. Per cui, ai piloti russi, essendo anch’essi atleti, è vietato esporre in pubblico l’emblema nazionale, vestiari ed attrezzature. Attenzione però, parliamo di persone fische. Le tinte della Haas, più che a Mazepin sono un richiamo allo sponsor, per cui Gunter Steiner, il team principal, ha fatto notare che è il pilota a non poter mostrare la propria bandiera, non la scuderia. Tant’è che la livrea è uguale anche sulla macchina del tedesco Mick Schumacher.

E poi  la Haas è americana ed i colori sono praticamente gli stessi; mancherebbe al limite qualche stella bianca. Dulcis in fundo parliamo della Williams. A Grove, malgrado qualche intoppo on line con la realtà aumentata, è stata svelata la FW43B, la monoposto del nuovo corso targato Dorilton Capital, i nuovi proprietari della gloriosa scuderia appartenuta a Sir Frank Williams. Nuovo look anche per questa vettura. Il bianco ed il blu sono rimasti solo sull’avantreno. La parte posteriore è invece tinta di un azzurro carico che passa al blu ed infine al nero. La coppia di piloti è quella del 2020, con il talento George Russell e Nicholas Latifi. L’obiettivo è quello di riscattare le ultime stagioni in cui la squadra ha occupato quasi sempre gli ultimi posti in griglia. Il gap da recuperare è consistente, ma la nuova proprietà è intenzionata a dare lustro a questo marchio creato dal famoso “Ferrari d’Inghilterra”.