Aggiornato al 25/09/2020 20:27:21
04/08/2020

F1: BENVENUTI NEL “MIDFIELD”

Autore: Marco Giachi

Benvenuti nel “midfield”, terra selvaggia e di frontiera, dove piloti senza macchia e senza paura si sfidano ad ogni Gran Premio a suon di sorpassi, incuranti della paura, per un misero decimo posto - quando va bene, ma a volte anche per meno - guidando macchine che alcuni definiscono “sbagliate”. Anche visto in televisione questo “midfield” appare in tutta la sua spregiudicatezza, nonostante i tentativi di smorzarne i toni con provvedimenti e penalità a pioggia per chi ... si dà troppo da fare. Le leggi della fisica non valgono, nel “midfield”, e nessuno si lamenta delle scie e delle turbolenze, come in una specie di sfida continua all’O.K. Corral. La davanti, invece, quelli con le macchine “giuste”, vivono la loro realtà tutta particolare di solitudine e di giri veloci nel deserto della più totale desolazione ... neanche un prete per chiaccherar ... come cantava Adriano Celentano. 

Scherziamoci sopra, non si può fare altro in attesa del 2022 che, dicono, rimetterà tutto a posto e gli ultimi diventeranno i primi, ma i primi ... cosa faranno? Smetteranno di gareggiare, convinti di aver saturato l’ambiente con la loro immagine, o accetteranno la nuova sfida?

In Inghilterra la supremazia della Mercedes è stata ancora più devastante e, anche facendo appello alla storia, non si trovano esempi passati di una situazione del genere. I cicli, in Formula 1, ci sono sempre stati, è vero, dagli anni ottanta ai giorni nostri, ma mai così disarmanti per gli avversari: la McLaren ha dominato dal 1984 al 1991 (otto anni, con la sola interruzione della Williams nel 1987), Ferrari (2000-2004, cinque anni), Red Bull (2010-2013, quattro anni), ma per la Mercedes (2014-2019) sono già sei!. Ancora più indietro nel tempo, c’era stato il ciclo della Ferrari della prima metà degli anni settanta che, però, aveva accumulato solo tre Mondiali per l’incidente di Niki Lauda, nel 1976, al Nürburgring.

Quindi, in Formula 1, quando le cose girano bene continuano a farlo per diverso tempo e le regole moderne hanno accentuato questa tendenza alzando il livello tecnologico e rendendo più difficile il recupero per chi ha è rimasto un po’ indietro.