Aggiornato al 22/09/2018 02:02:47
10/04/2018

F1: DUE A ZERO PER LA ROSSA

Autore: Marco Giachi

E siamo a due! La Ferrari ha fatto suoi i primi due Gran Premi ed è riuscita a gettare scompiglio nelle file nemiche perché, mentre in Ferrari le gerarchie si sono ristabilite subito in termini di chi è il primo (Sebastian Vettel) e chi è il secondo (Kimi Raikkonen), in Mercedes Vallteri Bottas può "alzare la cresta" con il secondo posto in Bahrein e rompere l'armonia del team. E' vero che non è riuscito ad acciuffare Vettel, ma è pur sempre arrivato davanti al compagno di squadra.

Quando tutto deve filare per il verso giusto anche la sfiga aiuta ed in questo caso, difatti, ha colpito il secondo ferrarista con l'incidente al cambio gomme (del quale, vivaiddio, si può parlare con relativa tranquillità viste le conseguenze che potevano essere assai più serie) tanto per aiutare, anche lei, a ristabilire le gerarchie. L'unico rammarico che può essere fatto è che ancora una volta i valori sembrano più dovuti a fattori contingenti (strategie, penalizzazioni ...) più che a effettivo merito dei piloti ed all'effettiva efficacia delle loro vetture.

Le vetture di Formula 1 sono un incredibile concentrato di tecnologia. Il rapporto costo/ricavo forse non è dei migliori pensando alla incredibile quantità di persone (diverse centinaia) che ci sono dietro un team anche di seconda fascia per far correre due automobili, e per giunta anche uguali, e viene da riflettere pensando ad aziende come Dallara che di automobili ne fanno correre tante ed anche in categorie diverse. Ma in valore assoluto, nessuno può negare che un po' di tecnologia sia nascosta sotto la carrozzeria di una Formula 1.

Nonostante questo però è sempre sorprendente verificare come questa tecnologia non arrivi al pubblico.

Prendiamo l'Halo, per esempio. Studiato, discusso, progettato e realizzato con le tecniche più sofisticate dai migliori tecnici per riparare il pilota da eventuali oggetti volanti. Un oggetto ingegneristicamente interessante e molto nobile nell'intento. Eppure ho sentito più di una persona compiacersi del fatto che, finalmente, i piloti hanno una maniglia(!) per tirarsi su quando escono dall'abitacolo ed i meccanici un appiglio per spingere la vettura. Si, proprio una maniglia(!), come quei corrimani che ci sono su certi traghetti un po' datati, coperti da tre o quattro mani di vernice, per sorreggersi scendendo le scale per andare al piano di sotto a prendere la macchina.

Mah! Ognuno vede il mondo secondo i suoi standard ma viene il sospetto che gli americani un po' di ragione ce l'abbiano quando dicono che tutto il sistema andrebbe un po' "ricalibrato".

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