Aggiornato al 23/09/2019 13:31:29
26/05/2019

F1 FERRARI: QUESTIONE SOLO DI CARENZE GESTIONALI?

Autore: Marco Giachi

Che l'orizzonte si stesse profilando difficile per la Ferrari l'avevamo detto già l'anno scorso, ma per come si erano messe le qualifiche sembrava che i fatti andassero anche oltre le previsioni con Sebastian Vettel a quasi 8 decimi dalla Pole, e una carenza gestionale piuttosto preoccupante che aveva portato Charles Leclerc addirittura fuori in Q1. "...ci può stare. Una valutazione sbagliata può capitare...". In sintesi, queste sono state le parole di Mattia Binotto al sabato pomeriggio. " ...le prove hanno procedure complesse per capire quando è il momento di uscire e, ovviamente, i tecnici si prendono dei margini di sicurezza, che questa volta si sono rivelati insufficienti...".

Le "simulazioni" e i "software" stanno prendendo tanto, tantissimo spazio, non solo nelle competizioni, e non è vero che con tanti mezzi e numeri a disposizione non si può più sbagliare: la Boeing ha perso due aerei perchè i piloti umani non avevano l'autorità sul calcolatore ed il suo stramaledetto "software" quando questi ultimi stavano facendo una fesseria, puntando il muso dell'aeroplano inesorabilmente verso il basso senza che ce ne fosse bisogno.

Ma non può non stupire, questo concedetecelo senza sempre voler criticare, che questi fatti intrinsecamente logici e sempre giustificabili accadano sempre da una parte. Forse un po' di stabilità di gente e di programmi non guasterebbe a Maranello perchè "condottieri" di una squadra di Formula 1, anche più che progettisti, non si diventa da un giorno all'altro.

La gara, invece, ha un po' ribaltato la situazione anche se il verdetto in pista sarebbe stato lo stesso dello scorso Gran Premio se non ci fosse stato l'intervento dei Commissari Sportivi: Mercedes, Red Bull, Ferrari in pista e Mercedes, Ferrari, Mercedes sul podio.

Si lascia Montecarlo con una piccola luce in fondo al tunnel perchè in gara la Mercedes non è andata via con la solita strafottenza e se si fosse stati su una pista più tradizionale con più possibilità di sorpasso, chissà come sarebbe andata a finire.

Ma si lascia Montecarlo anche con tanta nostalgia di Niki Lauda che è stato ricordato da tutti nelle parole e nei fatti con i caschi dei piloti che riproducevano i suoi famosi caschi rossi, prima versione quello di Vettel (il casco del periodo Ferrari) e seconda maniera quello di Hamilton (quello del periodo McLaren). Generalmente le celebrazioni hanno sempre un senso di dovuto e di circostanza ma questa volta tutta la Formula 1 (vecchi e giovani, campioni e l'ultimo addetto alle pulizie, uomini e donne e tutti gli altri ...) sembrava veramente sincera nel suo cordoglio.

Le ultime news