Aggiornato al 14/12/2017 15:49:01
11/03/2017

F1: FINITI I TEST, ASPETTIAMO (FIDUCIOSI) MELBOURNE.

Autore: Marco Giachi

Finalmente sono scese in pista! E, in un certo senso, siamo riscesi in pista anche noi di Paddock sempre cercando di capire e spiegare quello che si vede. Dunque, ricominciamo da dove eravamo rimasti l’anno scorso, ovvero dall’affermazione del numero di Novembre/Dicembre che recitava così: “…le nuove Formula 1 saranno 3-4 secondi più veloci…”. Ed ora si può verificare: effettivamente tutte le squadre hanno migliorato! E questo dice che al di là delle strategie di test (che non sempre richiedono la prestazione massima) c’è - oggettivamente - una differenza significativa tra le vetture di quest’anno e quelle della vecchia generazione che hanno corso fino all’anno scorso.

Nella seconda settimana la differenza media di tutte le squadre (considerando i tempi migliori di ciascuna) con l’anno scorso è risultata di 3.65 secondi in ottimo accordo con la nostra stima che era stata di 3-4 secondi. E questo ci fa piacere! Ferrari, Williams, Renault sono quelle che hanno migliorato maggiormente (più di 4 secondi) ed in linea con le aspettative, mentre le altre hanno – a nostro avviso – girato con il freno a mano tirato perché i 2.69 secondi guadagnati dalla Mercedes (unica, insieme alla Mclaren, rimasta sotto i 3 secondi di guadagno rispetto al 2016) sono decisamente pochi, anche se di mezzo c’è il cambio di pilota: nel 2016 il miglior tempo l’aveva ottenuto Lewis Hamilton e quest’anno l’onore del più veloce è toccato a Valtteri Bottas. Verrebbe voglia di dire… “gatta ci cova”.

E dal punto di vista estetico, che era (ed è tutt’ora) l’altro obiettivo che i legislatori si erano prefissati quando hanno deciso il nuovo regolamento, come andiamo? Anche in questo caso si vedono le differenze rispetto all’anno scorso ma, come per i tempi, c’è la sensazione/speranza che ancora non si sia visto tutto. Le macchine sono più “aggressive”, senza dubbio, ma i fondamentali sono sempre i soliti: ala anteriore assurda per complessità e sempre uguale a se stessa, “bargeboards” anch’essi più complessi ma sempre “bargeboards”, diffusore posteriore più performante ma sempre uguale a quello degli anni precedenti. E soprattutto le vetture sono tutte ancora più uguali di quanto lo erano gli anni passati. Da questo punto di vista chi sperava che il nuovo regolamento potesse stimolare la creatività dei progettisti è rimasto deluso.

Se vogliamo una novità è rappresentata dalla pinna che è tornata, imponente, come sulle vetture LMP1 e LMP2 a ruote coperte ma la finalità è diversa: nei prototipi la pinna è stata introdotta per creare una zona di pressione ed evitare il decollo quando la vettura si muove sbandata a 90° gradi rispetto al vento (Paddock del Febbraio/Marzo 2011). Mentre nelle monoposto lo scopo è quello di raddrizzare il flusso verso l’ala posteriore in condizioni di imbardata, quando il vento investe la vettura lateralmente, e posizionare il centro di pressione in posizione corretta rispetto al baricentro.

Casomai la vera cosa un po’ nuova e inattesa, che nessuno aveva previsto, è rappresentata da quella (un po’ buffa) aletta molto sottile che alcuni hanno montato sulla pinna, la Mercedes addirittura a due piani come il biplano del Barone Rosso (che in effetti era triplano ma il concetto non cambia). Altri piccoli segni di vitalità si sono visti come qualche “monkey seat” più fantasioso perché ora è più vicino all’ala principale e qualcuno (Sauber) ci ha lavorato un po’. Aspettiamo (fiduciosi) Melbourne.

 

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