Aggiornato al 22/01/2018 09:28:04
27/11/2017

F1 GP ABU DHABI: PLAY STATION GRAND PRIX

Autore: Marco Giachi

Sogno o son desto? Mi sono chiesto ieri accendendo il televisore per vedere le gesta degli "eroi" dell'ultimo Gran Premio del 2017 e poi, quando ho visto il nome dei piloti, mi è venuto il sospetto che quello che stavo vedendo fosse l'ultimo di tutta la storia della Formula 1 almeno quella come la intendiamo noi che siamo "antichi", per dirla con Gigi Proietti, e che ricordiamo Lauda pilota e il film Rush l'abbiamo visto 31 anni fa in anteprima. Tutto questo stupore è stato scatenato dal fatto che quello che stavo vedendo non era un Gran Premio vero ma un Gran Premio Simulato con i piloti seduti alla Play Station. I telecronisti erano veri, il tono concitato della loro voce altrettanto vero e tutto era vero ... solo le auto e la pista erano finte. O Perbacco (come diceva Totò)! Saranno gli effetti di Liberty Media? Mi par di capire che i bambini - più o meno cresciuti - stiano diventando uno dei cavalli di battaglia del nuovo corso ma la cosa buffa è che anche i piloti veri non sono poi tanto più grandi, una gran confusione. La Formula 1 è cresciuta e prosperata alimentando l'immagine del proibito e dell'inarrivabile, del misterioso e del magico come andare a New York in aeroplano quando ci andavano solo le attrici e gli sportivi famosi. E, così come oggi tutti possono andare a New York con il Jumbo jet, tra non molto tutti potranno guidare una Formula 1 alla ... Play Station come i piloti veri perché anche loro la guidano alla stessa Play Station.

Mi sembra una svolta epocale di questo 2017 più dei 20 secondi di distacco presi dalla Ferrari (e meno male che si diceva che sarebbe stato bello lasciare questo anno con una Ferrari vincente per tenere alta la tensione nei confronti dell'anno prossimo). Il 2017 ci lascia anche la bellissima conferma di Max Verstappen. Ancora non ho capito perché si è messo a fare zig-zag prima di sorpassare Nico Hulkenberg ma voglio pensare (e spero tanto che domani nessuno mi smentisca) che non sia stato un bisogno ma una scelta come un portiere di calcio che saltella prima di parare un rigore per mettere in crisi l'attaccante che deve calciare. Un pilota che trova la serenità e la gioia di guidare in questo modo mi sembra quasi incredibile con i tempi che corrono. Altrettanto si può dire di Lance Stroll e Romain Grosjean che, con le dovute proporzioni s'intende, hanno quasi rievocato il mitico duello fra Renè Arnoux e Gilles Villeneuve a Digione nel 1979. I sorpassi saranno stati meno spettacolari (ma se ci fosse stata ancora la terra al bordo della pista avrei proprio voluto vedere) ma la gioia di guidare e di sfidarsi la stessa.

Ecco, questo vorrei dire ai signori di Liberty Media: va bene la Play Station ma non si dimentichino anche questi altri valori. Ci rivediamo ad anno nuovo!

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