Aggiornato al 14/12/2017 16:12:44
09/10/2017

F1 GP GIAPPONE: NON C’E’ 2 SENZA 3?

Autore: Marco Giachi

E tre! Singapore, Malesia e Giappone, tre Gran Premi andati in malora. Una situazione imprevista e imprevedibile non più di due mesi fa, prima della pausa estiva. E' difficile parlare di sfortuna nonostante tutta la buona volontà di salvare il salvabile dell'immagine di una squadra ormai compromessa. Sembra che alla Ferrari qualcosa si sia rotto ma non mi riferisco al solito "pezzo da 100 lire", come si diceva una volta per minimizzare una rottura, ma qualcosa di più importante a livello umano di ambiente, di fiducia reciproca.

Oppure si tratta di scelte azzardate, alla "va o la spacca", per fronteggiare il ritorno di una Mercedes e di un Lewis Hamilton sempre più arrembanti dopo l'estate che ha portato a prendere rischi eccessivi e quindi a problemi di affidabilità.

In qualsiasi modo la si metta non sembra che sia solo un destino beffardo ad essersi accanito contro le Rosse e Sergio Marchionne e Maurizio Arrivabene avranno da lavorare per il prossimo anno.

La gestione di una squadra di Formula 1 è un affare molto delicato e le incomprensioni e i malumori possono avere conseguenze imprevedibili come quella teoria che dice che basta un battito d'ali di una farfalla in Australia per scatenare un uragano in America.

Forse, pongo molto l'accento sull'aspetto umano perché ho vissuto in prima persone vicende interpretate dall'esterno come guai meccanici, dovuti a semplice sfortuna, ma originati in realtà in seno alla squadra dalla mancanza di coesione fra gli elementi del team. A volte ci indovino, e non solo nel motorismo, a volte no.

Altro, con gli elementi che abbiamo a disposizione, non si può dire. Forse, solo un piccolo ultimo appunto: ma un pilota che perde così un Campionato del Mondo non dovrebbe arrabbiarsi di più ed avere un'aria più ... come dire ,,, meno rassegnata. Non sarà che uno dei vantaggi di Lewis è anche la grinta e la sete di vittoria?

Premesso questo commento dovuto cosa altro si può dire? Le macchine sono ormai consolidate e, anche se continuano ad essere provati sempre "nuovi pacchetti aerodinamici" come dicono i PR delle squadre, grosse novità non si vedono. In questa calma piatta mi hanno incuriosito Red Bull e Renault senza "T-wing", quella piccola aletta a volte biplana o triplana montata in cima alla pinna dorsale e sempre la pinna della Force India con i "tubercoli", una fila di piccole protuberanze che fanno da cornice al lato superiore della pinna.

Penso che entrambe le scelte siano legate al comportamento in imbardata della vettura come a Suzuka dove si sta per molto tempo in curva e sia la pinna che la "T-wing" non vedono mai l'aria arrivargli in faccia perfettamente diritta.

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