Aggiornato al 14/11/2019 14:22:47
15/10/2019

F1 GP GIAPPONE: PER FORTUNA CI SONO ANCHE “GLI ALTRI”

Autore: Marco Giachi

Vedendo i più quotati quotidiani sportivi che hanno titolato oggi "Ferrari che pasticcio" verrebbe da dire che sono quasi due anni che lo diciamo, che un quadri-campione del mondo non può convivere con un giovane astro nascente chiamato a salvare la patria e osannato come colui che finalmente-è-arrivato-era-tanto-che-lo-cercavamo-uno-così.

Ma non lo diciamo.

Invece, quello che ci sembra più interessante da osservare è il fatto che i Gran Premi stanno diventando sempre più divertenti e si riesce anche a seguirli dall'inizio alla fine senza addormentarsi.

Vuoi vedere che quei furbacchioni di Liberty ci riescono? In effetti, chi segue i Gran Premi da tempo, avrà notato alcuni cambiamenti di mentalità e di impostazione. La prima riguarda l'attenzione alle squadre di seconda fascia quelle che si chiamano in gergo il "mid-field" e che, in pratica, sono quelle che reggono la scena: equilibrate, lottano dall'inizio alla fine, un sorpasso dietro l'altro, meno fenomeni ma tanta più vitalità in pista

Quei quattro la davanti (leggi Ferrari e Mercedes) che vadano pure dove vogliono, che vincano i loro Campionati, le loro classifiche e stabiliscano i loro record, ma quando si tratta di mettere sul tavolo delle trattative i meriti che meriti possono vantare nei confronti del pubblico? Pochi, perché è il "mid-field" che tira avanti la baracca e, fino ad ora, nessuno se lo filava se non quando c'erano i doppiaggi.

È una discussione che si trascina da anni se sia più utile a tutto il movimento avere un numero limitato di super macchine con una tecnologia sopraffina, che si muovono come droni ammaestrati tanto sono perfette, o una dozzina di scatenati che se le suonano dall'inizio alla fine con macchine, forse meno tecnologicamente perfette ma, alla fine della fiera per il pubblico, neanche tanto differenti dalle altre.

È difficile dar loro torto.

La seconda novità riguarda i cambi gomme che, anche loro, contribuiscono  non poco a tenere desta l'attenzione. Ero scettico all'inizio per questa iniziativa nata per rimescolare le acque ma mi sono dovuto ricredere. Ci sono solo alcuni elementi da mettere a punto, come la comprensibilità per il pubblico delle strategie, che non è ancora proprio altissima ma siamo sulla buona strada. Bisognerebbe solo far capire meglio come funzionano i meccanismi messi in atto dalle squadre e sarebbe perfetto.

Il terzo elemento è pura dietrologia e me lo tengo per me.

 

Ma chi l'ha detto che sono noiose! Starei delle ore a vedere quel gatto rosso che insegue il topo grigio. Quel topastro è maledettamente veloce e non si farà mai prendere.

Le ultime news