Aggiornato al 23/09/2019 13:29:30

F1 GP ITALIA: LA CONFERMA DI LECLERC

Autore: Marco Giachi

Commentare il Gran Premio d'Italia dicendo anche cose originali non è facile. Una giornata trionfale per la Ferrari, dopo il bagno di folla per la festa dei novanta anni in piazza Duomo con la certezza (ma c'era bisogno) che Charles Leclerc è esattamente quello che tutti si aspettavano: velocissimo in pista, determinato e con una capacità di resistere alla pressione non comune anche per piloti con più esperienza.

E un po' ... cattivo. La determinazione porta ad essere cattivi nello sport. Tutti i grandi campioni sono stati spregiudicati, e questo in tutte le discipline sportive. Ben venga la cattiveria, ovviamente se non è azzardo gratuito, ma il francesino non sembra correre questo rischio.

Dispiace un po' per Sebastian Vettel perché una doppietta sarebbe stata la ciliegina sulla torta ma, forse, il tedesco è arrivato veramente al fondo scala del suo rendimento e, ironia della sorte, proprio sulla pista che l'aveva consacrato campione nel 2008 quando vinse con la Toro Rosso il suo primo Gran Premio all'età di 23 anni e 73 giorni, record imbattuto fino al 2016 quando Max Verstappen ha vinto il Gran Premio di Spagna a poco più di 18 anni. Ricordare i record di Vettel è un po' come rendergli omaggio per quanto di buono e di bello ha fatto nel corso della sua carriera.

Ma tenere testa a un fenomeno, per giunta cresciuto in casa alla "Ferrari Driver Academy" sarebbe una "mission impossible" per chiunque.

Spa e Monza erano le due piste più congeniali alla Ferrari e, una volta tanto, la squadra ha capitalizzato il vantaggio come meglio non avrebbe potuto (a parte la mancata doppietta che, forse, sarebbe stato un risultato ancora più eclatante). La SF90 è una vettura con grandi doti velocistiche anche grazie a una aerodinamica particolarmente curata dal punto di vista della resistenza, forse a scapito di qualche punto di carico verticale, e bisognerà vedere cosa accadrà nei prossimi Gran Premi prima di rilassarsi e dire che la Ferrari ha una vettura da Campionato del Mondo perché non si corre solo a Spa e a Monza e bisogna essere vincenti ovunque.

Vorrei terminare questo commento al fine-settimana monzese con tre citazioni che se lo meritano davvero: a Antonio Giovinazzi (che ha centrato un risultato finalmente alla sua altezza), alla Dallara Automobili che ha fatto vedere, con l'incidente si Alex Peroni in GP3, come si progetta un telaio robusto. A una settimana dal terribile schianto di Anthoine Hubert è stata la migliore risposta alle voci - per carità discrete e per niente accusatorie - che erano circolate sul telaio del francese e alla pista di Monza (quest'ultima per avere ritrovato il fascino della pista velocissima, quasi come prima dell'introduzione delle varianti nel 1972, bilanciando sapientemente rettilinei ad alta velocità e zone di rallentamento). Solo un appunto, per i gestori dell'impianto, sul "dissuasore" che ha fatto decollare la GP3 di Alex Peroni perchè, forse, si può "dissuadere" in modo meno pericoloso.

 

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