Aggiornato al 31/10/2020 04:40:19
06/09/2020

F1 GP ITALIA: SORPRESA ! A MONZA VINCE GASLY.

Autore: Carlo Baffi

Una corsa folle, di quelle che solo Monza sa regalare. Il 71° Gran Premio d’Italia è entrato indiscutibilmente nella storia non tanto perché disputato a porte chiuse causa le misure anti-Covid, ma per quanto accaduto in gara. Dopo le premesse delle libere e delle qualifiche, nessuno avrebbe minimamente ipotizzato una domenica così ricca di colpi di scena degni del miglior Alfred Hitchcock. Più che un Gran Premio d’Italia, alla fine è stato un Gran Premio Lotteria, da cui è uscito vincente il numero “dieci”, quello del francese Pierre Gasly sull’italiana Alpha Tauri, ovvero la ex Toro-Rosso e la ex Minardi, la cui sede è rimasta sempre a Faenza. Dietro di lui, Carlos Sainz junior su McLaren-Renault e Lance Stroll sulla Racing Point-Mercedes. Un podio giovane, come è stato sottolineato da Hamilton a fine gara. Tre piloti emergenti, quasi come quelli che in passato salivano alla ribalta in una manifestazione molto prestigiosa che ha scritto pagine importanti proprio nel Tempio della Velocità: il Gran Premio Lotteria per l’appunto! Certo, va precisato che questo epilogo è frutto anche di variabili che hanno fatto saltare il banco: con questo non togliamo alcun merito al vincitore ed a chi s’è piazzato alle sue spalle.

Ma per avere un quadro di quanto è successo riavvolgiamo la pellicola della corsa e procediamo con ordine. In un’atmosfera irreale per l’assenza di pubblico, le monoposto prendevano posto sulla griglia e allo spegnimento dei semafori si lanciavano verso l’imbuto della prima variante con Lewis Hamilton in testa. Alle sue spalle si facevano largo Sainz, bravo a passare un Bottas lento in partenza. Malgrado fosse al volante della potente W11, il finnico ha percorso il primo giro in balia dei rivali. Veniva infatti superato di prepotenza da Norris alla Roggia e poi pure da Perez. Valtteri si lamentava via radio di avere poco equilibrio, ma dal suo muretto lo rassicuravano che era tutto ok.

Hamilton intanto allungava con le McLaren che cercavano di non perderlo di vista, ma il suo passo era sicuro e spedito; della serie, siamo all’inizio del solito monologo. Le Ferrari, come da previsione, navigavano nelle retrovie con Leclerc 13° e Vettel 17°. Le pene del tedesco finivano al sesto passaggio, quando un problema ai freni lo costringeva ad un mesto ritiro. La corsa procedeva sotto i colpi di “Hammertime” che aumentava sempre più il gap da Sainz e Norris; a differenza del suo compagno che doveva cedere il passo anche a Ricciardo e Verstappen.  Al giro 19 ecco il primo scossone. Magnussen parcheggiava la sua Haas sul prato, verso l’entrata della pit-lane. Una posizione un po’ rischiosa che induceva la direzione gara a mandare in pista la safety-car.

Vista la momentanea neutralizzazione, la Mercedes coglieva l’occasione per richiamare subito Hamilton al pit-stop. L’inglese però era l’unico a rientrare, seguito poi da Giovinazzi. Una sorta di anomalia, che in un primo tempo faceva pensare ad un errore da parte dei diretti inseguitore del leader. Lewis tornava in pista alle spalle di Sainz, convinto che quando lo spagnolo avesse fatto la sosta, avrebbe potuto riprendere tranquillamente la testa e fare la lepre. Invece, ecco il secondo colpo di scena. Hamilton e Giovinazzi finivano sotto investigazione, rei di essere entrati in corsia box, quando la pit-lane era stata chiusa per via della Haas ferma. Possibile che in Mercedes avessero commesso un’infrazione così grave ? In realtà la situazione era molto dubbia, in quanto le immagini televisive mostravano un pannello con semaforo rosso alla Parabolica, che però in pit-lane era ancora verde quando Hamilton era ripartito. Nel frattempo con la corsia aperta rientravano molte vetture, comprese quelle di Sainz e Norris.

Finite le soste, ecco il restart al 24° giro, con una classifica mutata. Hamilton manteneva la leadership, ma dietro di lui erano spuntati Stroll, Gasly e Leclerc. Il ferrarista si trovava sorprendentemente quarto dopo aver avuto la meglio su Giovinazzi e Raikkonen. Forse galvanizzato dalla posizione, il monegasco spingeva a fondo la sua SF1000, forse troppo. Giunto alla Parabolica, la rossa sbandava, Charles cercava invano di correggere la traiettoria andando a schiantarsi contro le barriere in uscita dalla curva. Un botto tremendo a quasi 230 km/h. Fortunatamente Leclerc dava immediati segni rassicuranti muovendosi ed uscendo poco dopo frastornato dall’abitacolo. Però vista la complessità nel recupero della vettura e la pericolosità del luogo dell’incidente, veniva esposta la bandiera rossa: gara sospesa! E nel frattempo arrivava il verdetto dei commissari sugli indagati Hamilton e Giovinazzi.Entrambi erano sanzionati con uno stop&go e 10 secondi di penalità che avrebbero dovuto scontare nei tre giri successivi alla seconda ripartenza.

Ecco quindi che in pochissimo tempo la corsa assumeva una fisionomia completamente stravolta. Con le vetture ferme, le telecamere si soffermavano su una discussione animata al pit-wall Mercedes, tra i tecnici e Toto Wolff. Una doccia fredda che vanificava quanto di buono fatto nel fine settimana; il tutto per un autogol clamoroso. Dai “team radio” si sentiva chiaramente che Hamilton aveva avvisato il suo ingegnere del semaforo rosso prima e di quello verde poi. Ma i giudici sono stati inflessibili. Una sentenza che l’esacampione non ci stava proprio a mandar giù e si recava personalmente in direzione gara, accompagnato dalla sua personal trainer, probabilmente per fornire la propria versione dei fatti. Visibilmente contrariato, Lewis si recava nella propria hospitality, mentre gli altri piloti si apprestavano a risalire in macchina: il secondo via era fissato per le 16.20. Che fosse intenzionato a ritirarsi per protesta come accennato da qualcuno in tv? No. Il campione riappariva a bordo del suo monopattino diretto verso la pit-lane pronto a rimettersi al volante.

Le monoposto tornavano quindi in pista, dove avrebbero percorso un giro dietro la safety-car, per poi effettuare il nuovo start da ferme, rispettando come logico l’ordine d’arrivo della “Race 1”. Anche in questo caso Hamilton era il più veloce, ma su di lui pendeva la scure della punizione. Precedeva Gasly, Raikkonen, Giovinazzi, Stroll e Sainz. Al termine del primo passaggio la Mercedes numero 44 rientrava ai box pagando pegno. Una sosta che la retrocedeva 17esima, in ultima posizione. Da quel momento il leader era Gasly e mentre Verstappen era costretto al ritiro per noie alla powerunit, dalle retrovie risaliva Sainz. L’iberico era scatenato e dopo aver vinto un duello coriaceo con Stroll, agguantava l’Alfa Romeo di Raikkonen e la infilzava alla prima variante. Il finlandese era in palese difficoltà e perdeva via via posizioni, forse complice il deterioramento delle sue gomme soft e dei limiti della sua vettura.

Ed Hamilton ? Relegato in fondo al gruppo, “Hammertime” si lanciava in una missione impossibile, ma una volta raggiunti i primi avversari, mostrava una certa difficoltà nel superarli. Colpa forse delle nuove mappature, visto pure le fatiche di Bottas? In pratica si stava assistendo ad una competizione completamente imprevista, dove a fare da mattatori non erano più le Frecce Nere, bensì due outsider: Gasly e Sainz. Il finale di gara era sempre più carico di suspense, con il leader attentissimo a non commettere alcun errore e a non concedere le scie al suo inseguitore sempre più minaccioso. Il box McLaren, conscio dell’ottima posizione in ottica di classifica, chiedeva a Sainz di non andare oltre il limite, ma Carlos era deciso: “Voglio la vittoria !” Con il margine da Gasly sceso a poco più di un secondo, Sainz apriva l’ala e lanciava l’attacco. L’ultimo passaggio era veramente palpitante, con una posta in gioco che ti può cambiare non solo una stagione, ma anche una carriera. Sainz usciva dalla variante Ascari vicinissimo a Gasly, che però manteneva a bada l’emozione. Il transalpino passava indenne la Parabolica e poteva presentarsi sul rettilineo ancora davanti e trionfare sotto la bandiera a scacchi.

Da li in poi s’è assistito ad un festival di emozioni. Gasly urlava via radio la sua gioia, Sainz sfogava la sua delusione per aver sfiorato il successo. Bello il messaggio di Russel e Latifi, che ringraziavano la team principal Claire Williams al suo ultimo Gran Premio. Sotto il podio s’erano radunate le scuderie dei due protagonisti, pronte ad abbracciare i loro eroi. Sul podio Gasly era ancora incredulo dell’impresa compiuta e forse più di lui i meccanici dell’Alpha Tauri, che all’inno in onore del team italiano, hanno cantato a squarciagola “Fratelli d’Italia”. Immagini molto significative e toccanti, soprattutto in considerazione di un contesto molto particolare.

Per Gasly, classe 1996, al suo quarto anno in F.1, si trattava di una grande rivincita. Dopo due stagioni in Toro Rosso, era stato promosso in Red Bull (la prima squadra) per il 2019, ma a fronte di risultati giudicati non all’altezza era stato retrocesso dopo pochi G.P. al team di Faenza. Pierre comunque non s’è perso d’animo, ha lottato ed oggi ha realizzato un sogno. Così come l’Alpha Tauri. Proprio a Monza, nel 2008 la compagine di Franz Tost firmava il suo primo successo, allora fu Vettel a salire sul gradino più alto del podio (anche lui alla sua prima vittoria in F.1). In pochi avrebbero pronosticato di rivedere la scuderia di Faenza festeggiare un secondo successo. Invece dopo anni travagliati, ecco la giusta ricompensa e nella corsa di casa. Un miracolo ? Forse si. E non è il primo che va in scena a Monza.

F1 GP Italia 2020

 

Pilota

Team

Tempo/Distacco

1

Pierre Gasly

AlphaTauri

53 giri in 1:47:06.056

2

Carlos Sainz

McLaren

+0.415

3

Lance Stroll

Racing Point Bwt

+3.358

4

Lando Norris

McLaren

+6.000

5

Valtteri Bottas

Mercedes

+7.108

6

Daniel Ricciardo

Renault

+8.391

7

Lewis Hamilton

Mercedes

+17.245

8

Esteban Ocon

Renault

+18.691

9

Daniil Kvyat

AlphaTauri

+22.208

10

Sergio Perez

Racing Point Bwt

+23.224

11

Nicholas Latifi

Williams

+32.876

12

Romain Grosjean

Haas

+35.164

13

Kimi Raikkonen

Alfa Romeo Racing

+36.312

14

George Russell

Williams

+36.593

15

Alexander Albon

Red Bull Racing

+37.533

16

Antonio Giovinazzi

Alfa Romeo Racing

+55.199

NC

Max Verstappen

Red Bull Racing

DNF

NC

Charles Leclerc

Ferrari

DNF

NC

Kevin Magnussen

Haas

DNF

NC

Sebastian Vettel

Ferrari

DNF