Aggiornato al 17/10/2019 14:59:59
01/10/2019

F1 GP RUSSIA: STRATEGIE ...E CASO

Autore: Marco Giachi

Ma dai, non può essere vero! Come si fa a credere che quei due si mettano a litigare in diretta come due bambini alla gara del parroco. Il responsabile in pista della squadra che dice candidamente e sorridendo "... la prossima volta saremo più chiari con i piloti ...".

Un'azienda come la Ferrari, piena di managers, strateghi, direttori e chi più ne ha più ne metta, che si caccia in un vicolo cieco come questo. E dire che proprio a Maranello, se solo guardassero la loro stessa storia, potrebbero trovare tanti esempi delle conseguenze che ci possono essere aizzando i piloti l'uno contro l'altro.

L'unica conclusione è che si tratti di una specie di manfrina, concordata a priori che, devo dire, il suo effetto l'ottiene perché effettivamente c'è più pepe nel Gran Premio.

Ho l'impressione che "zio Bernie", uno che veniva dalle corse vissute in pista, non avrebbe mai escogitato una sceneggiata del genere ma ci può stare che i nuovi padroni (non a caso, gente che viene dalla nazione che ha inventato il Wrestling) ci provino.

Altrimenti, ma non ci voglio neanche pensare per la stima che ho della gente della Ferrari, vorrebbe dire che hanno lavorato per anni per crescere un pilotino come Charles Leclerc, speso milioni per avere un "top driver" come Sebastian Vettel, lavorato come matti (e bene) per avere una macchina vincente e alla fine ... ops! E ora? Nessuno che sappia cosa fare.

O forse, terza ipotesi, il piano c'era ma qualcosa sta andando storto, qualcuno non sta mantenendo le promesse fatte e non sta ai patti scombinando tutto. Ci può stare anche questo perché una cosa è fare una promessa, dichiarare un impegno a freddo a priori, un'altra è mantenerlo quando le cose si verificano veramente.

In ogni caso, qualsiasi sia la verità, è triste vedere un pilota gestito come un qualsiasi componente meccanico della macchina e mi vengono in mente certe accuse che venivano fatte a Niki Lauda di cui si diceva che si facesse guidare troppo dai tecnici senza metterci del suo. Pensa te, dove siamo arrivati.

È ovvio che tra non molto il pilota sarà monitorato, come il motore e le gomme, per capire come è messo e verrà privilegiato chi sarà nelle condizioni migliori, con degli elettrodi ficcati nel cervello, per misurare il suo stato emotivo e gli strateghi valuteranno se deve fare pipì fra il decimo e l'undicesimo giro o fra il nono e il decimo. Per ora, se e quando fare pipì nell'abitacolo, è l'unica decisione che gli è rimasta, ma per poco.

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