Aggiornato al 21/10/2017 14:19:43
14/09/2017

F1 GP SINGAPORE: LA LOTTA RIPARTE IN NOTTURA

Chiuso il calendario europeo, la Formula 1 inizia a Singapore la sua terza parte di campionato con le trasferte asiatiche e americane per chiudere a fine novembre ad Abu Dhabi. Dopo la doppietta Mercedes a Monza, Lewis Hamilton è tornato leader del mondiale con tre punti di vantaggio su Sebastian Vettel e a Singapore, circuito che vede in teoria la Ferrari favorita, ci si aspetta il riscato delle Rosse di Maranello che potrebbe riportare Seb al comando. Il campione tedesco della Ferrari ha un feeling particolare con il circuito di Marina Bay dove ha vinto dal 2011 al 2013 con la Red Bull e si è ripetuto con la Ferrari nel 2015. Dovrà vedersela però con i “soliti” avversari: la Mercedes vincitrice nel 2014 e nel 2016 e la Red Bull che, a parte le tre vittorie ottenute con Vettel, ha in squadra un Ricciardo, quarto in classifica mondiale, che anche quest’anno ha dimostrato di poter vincere, ha collezionato cinque terzi gradini del podio ed è sempre pronto ad approfittare di ogni errore o problema degli avversari. Senza dimenticare Verstappen in cerca di rivincite dopo una stagione piena di delusioni e con scarsi risultati.

La Formula 1 approda quindi sulle strade illuminate di Singapore per uno dei GP tatticamente più complessi e con la particolarità della corsa in notturna. Quello di Marina Bay è un circuito cittadino non permanente creato sfruttando le strade adibite al traffico cittadino e per questo il manto stradale presenta varie sconnessioni, diversi livelli di scarsa aderenza, tombini e linee bianche . La gara è lunga (circa 310 km) ma le velocità non sono troppo levate. Tra le variabili da tenere in considerazione, due importanti sono la variabilità del meteo e la possibilità di intervento della safety car (sempre in agguato nelle gare “cittadine”) che potrebbero condizionare anche pesantemente il risultato.

Come nel 2016, la Pirelli ha scelto le tre mescole più morbide del range – P Zero Yellow soft, P Zero Red supersoft e P Zero Purple ultrasoft – per una gara di 61 giri che arriva quasi al limite delle due ore e sempre con più di un pit stop.

“Quella di Singapore è quasi sempre una delle gare più combattute, faticose e imprevedibili dell’anno, in cui la strategia gioca spesso un ruolo importante per il risultato finale, anche perché è quasi certo l’ingresso della safety car” spiega Mario Isola della Pirelli. “Tradizionalmente, su questo tracciato chi ottiene la pole è avvantaggiato per la vittoria, quindi la qualifica ha un ruolo particolarmente importante. In vista della gara, i Team dovranno prestare particolare attenzione ai dati ottenuti nelle prove libere, perché la temperatura asfalto in notturna evolve in modo diverso rispetto a quanto avviene durante il giorno. Capire questo punto sarà la chiave per valutare correttamente i livelli di usura e degrado, e quindi formulare la strategia di gara più efficace”.

Il ritmo serrato e la mancanza di adeguati spazi per il raffreddamento (il rettilineo più lungo misura solo 832 metri) ne fanno uno dei circuiti più duri per gli impianti frenanti. L’usura del materiale d’attrito rappresenta uno dei canali da tenere costantemente monitorato in telemetria.

Secondo i tecnici Brembo, il Marina Bay Street Circuit rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. Le 23 curve del tracciato richiedono l’impiego dei freni in 15 occasioni per giro, valore record per il campionato.

Da record è anche il tempo impiegato in frenata, oltre 22 secondi al giro mentre la percentuale di utilizzo dei freni è del 23 per cento della durata complessiva della gara, mentre due settimane fa le Formula 1 hanno girato a Monza usando i freni solo 6 volte al giro per una percentuale del 12 per cento.

Delle 15 frenate del Marina Bay Street Circuit la più impegnativa in assoluto è la curva Memorial (curva 7, il nome deriva dalla vicinanza al Parco che ricorda le vittime della Seconda Guerra Mondiale) dove le monoposto passano da 322 a 123 km/h in 2,08 secondi in cui percorrono appena 57 metri. Notevole l’impegno anche alla curva Sheares (curva 1, intitolata alla memoria di Benjamin Sheares, ex presidente di Singapore) con le monoposto che passano da 303 a 132 km/h in 49 metri e 1,93 secondi. Leggermente meno dura, ma solo perché le monoposto vi arrivano a meno di 300 km/h, la frenata alla curva 14: da 282 a 97 km/h in 53 metri con 4,7 g di decelerazione e 159 kg di carico sul pedale.

IL GP di Singapore in TV

Venerdì 15 settembre 2017

Prove libere 1: 10:30-12:00 diretta su Rai Sport e Sky Sport F1
Prove libere 2: 14:30-16:00 diretta su Rai Sport e Sky Sport F1

Sabato 16 settembre 2017

Prove libere 3: 12:00-13:00 diretta su Rai Sport e Sky Sport F1
Qualifiche: 15:00-16:00 diretta su Rai 2 e Sky Sport F1

Domenica 17 settembre 2017

GP di Singapore: 14:00 diretta su Rai 1 e Sky Sport F1

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