Aggiornato al 19/11/2017 18:40:23
23/10/2017

F1 GP USA: GARA BELLA IN UN CONTESTO MOLTO “AMERICANO”

Autore: Marco Giachi

Come il campionato anche gli argomenti sono alla fine. La gara è stata molto bella e verso la fine il solito Max ci ha messo del suo per ridare tono a un finale che stava sbiadendo. Sebastian Vettel ha ottenuto uno dei secondi posti più anonimi della sua carriera ma alla fine il podio è stato un giusto premio per la partenza, vero capolavoro. La Mercedes è proprio forte e, forse, Lewis Hamilton è anche la persona giusta per diventare Campione del Mondo con il suo modo di fare sempre un po' al di sopra delle righe, decisamente un personaggio non comune, probabilmente proprio quello di cui hanno bisogno alla Liberty Media per "bucare gli schermi" dell'interesse.

Alla Ferrari questa volta non si è rotto nulla ma la prestazione è stata mediocre e inferiore non solo a Mercedes ma anche a Red Bull. A maggior ragione mi ha lasciato un po' perplesso la notizia di questa settimana, letta su un autorevole (in fatto di sport) quotidiano rosa, che Sergio Marchionne avrebbe chiamato a Maranello una esperta di qualità strappata al gruppo FCA per risolvere il problema delle candele e dei fornitori in genere. Mi sembra un tipico comportamento da manager di multinazionale: provvedimenti a effetto, decisionismo e super-esperto per "mettere a posto le cose". Generalmente questi personaggi arrivano calati in un mondo che non conoscono, un po' spaesati, fanno il diavolo a quattro e dopo un anno vanno via lasciando tanti "action plan" di cose da fare e la convinzione di aver risolto il problema. Tanto loro sono già andati via quindi gliene importa una mazza se in realtà non hanno risolto nulla.

Gli esperti di qualità vivono generalmente di statistica, probabilità e "difettosità", tutti elementi che vanno bene per la produzione di serie dove si parla di migliaia di pezzi tutti uguali che generalmente arrivano da un paese "low-cost" e devono essere garantiti. C'è un forte rischio che i loro metodi si applichino male ad un mondo completamente diverso dove i numeri sono piccoli, i pezzi da controllare pochi ed in un contesto completamente nuovo per loro. Ovviamente spero di sbagliarmi ma questa storia del pezzo insignificante che ha fatto perdere un Campionato e questa attenzione che si è scatenata sulla qualità mi sembra un po' fuorviante e vintage. Almeno una volta - tanto tempo fa - quando si guastava il Dinoplex della Marelli (vedere su Google per i più giovani), non si instauravano rivoluzioni.

Comunque il Gran Premio è stato bello e fa sicuramente ben sperare per i tre restanti e per tutto l'anno prossimo.

 

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