Aggiornato al 02/12/2020 01:05:51
07/09/2020

F1: QUANTE COSE A MONZA!

Autore: Marco Giachi

Non funzionano neanche le mascherine! Chi ha visto le interviste in tv di Sebastian Vettel e Charles Leclerc avrà notato che i due si aggiustavano continuamente la mascherina sul naso che non voleva saperne di stare al suo posto. Anche le mascherine hanno problemi.

La crisi della Ferrari sembra sempre meno tecnica (è difficile pensare che la macchina sia veramente quella che appare) e sempre più di organizzazione di tutta la squadra per non dire politica che è una brutta parola.

E speriamo che la brillante prestazione di Carlos Sainz, accoppiata alla quantomeno discutible gestione della situazione in cui si era venuto a trovare da parte di Charles Leclerc, non sia un brutto presagio per il futuro.

Viene in mente la coppia Didier Pironi-Gilles Villeneuve con tutto quello che portò, piuttosto che un binomio più equilibrato fatto da un leader e da uno scudiero (vedi Lewis Hamilton-Valtteri Bottas, oppure Michael Schumacher-Rubens Barrichello o ancora Michael Schumacher-Felipe Massa).

Molti ricordano il 1992, che Montezemolo cita sempre come uno dei baratri più profondi toccati dalla scuderia di Maranello, ed è curioso osservare che allora erano passati quattro anni dalla scomparsa di Enzo Ferrari ed ora siamo a due dalla scomparsa di Sergio Marchionne come se il “Sistema” avesse qualche anno d’inerzia dopo la scomparsa di un grande leader prima di piombare nel caos.

Ma ora non c’è un’altra Benetton da ingaggiare in blocco (pilota, direttore sportivo, capo-progettista) e non c’è un altro Jean Todt all’orizzonte e tantomeno un altro Luca di Montezemolo.

C’è da lavorare, ma l’invito non si applica solo agli ingegneri.

Dispiace essere ritornati sull’argomento Ferrari, perché ci sarebbero tante cose belle da osservare.

Una, tra le cose messe in evidenza da questo Gran Premio, è che sono pippe tutti i discorsi delle scie, dei sorpassi e dei vortici. La verità è che lo spettacolo si crea generando situazioni impreviste, regolamenti di gara articolati che creano opportunità per ricompattare spesso il gruppo e in questo, va detto, quelli di Liberty sembra che sappiano il fatto loro. E’ un buon auspicio per la Formula 1.

Altra cosa bella: Lewis Hamilton che va da solo  (incredibile! Senza la PR che lo segue sempre con il microfono in mano) a protestare in monopattino, sembrava di rivedere certi atteggiamenti di grandi personaggi come Ayrton Senna che impugnavano le situazioni a viso aperto e si esponevano in prima persona. Le persone di carattere non si smentiscono mai.

Tutti gli altri fatti ormai sono stati talmente incensati da tutti che sarebbe solo una inutile ripetizione stare qui a tessere le lodi della Minardi (ora AlphaTauri, ma Minardi nell’anima) e di Pierre Gasly.