Aggiornato al 25/09/2020 21:50:26
07/08/2020

F1: RACING POINT TRA COVID E SANZIONE FIA

Autore: Carlo Baffi

La doppia tappa britannica del Mondiale di F.1 si sta rivelando poco felice per la Racing Point. Dopo un inizio di campionato decisamente positivo, la scuderia di Lawrence Stroll si trova alle prese con alcune complicazioni. La prima riguarda il fronte piloti e più precisamente Sergio Perez. Se ieri c’era un certo ottimismo dettato dal termine della quarantena del messicano e si prospettava un suo possibile ritorno in pista, purtroppo un ultimo tampone effettuato ha nuovamente confermato la positività del pilota al Covid-19.

Niente Gran Premio quindi, con la RP20 affidata ancora al tedesco Nico Hulkenberg, sperando in un weekend più fortunato rispetto al precedente. Proprio a ridosso della corsa del 2 agosto scorso, rimase vittima di un guaio tecnico che gli impedì di prendere il via. E visto i pochi giorni che mancano al Gran Premio di Spagna, in programma il 16 agosto prossimo, non sarebbe da escludere la riconferma dello stesso Hulkenberg a Barcellona.

Il secondo fronte riguarda invece l’aspetto tecnico sportivo, quello inerente al reclamo presentato nelle settimane passate dalla Renault contro le RP 20. Ebbene il verdetto della Fia è arrivato oggi e ha dato ragione al costruttore francese. Le prese d’aria dei freni (brakeduct), montate sulle monoposto rosa, sono state giudicate una copia di quelle presenti sulle Mercedes dello scorso anno. Secondo il collegio dei commissari sportivi, queste parti incriminate sarebbero state ridisegnate dai tecnici della Racing Point, ma beneficiando delle informazioni degli ingegneri della Stella a tre punte. E’ scattata quindi la sanzione che prevede una multa di 200 mila dollari per vettura (in totale 400 mila) e la perdita di 15 punti nel mondiale costruttori; nessuna penalità invece per i due piloti. Un provvedimento che riguarda il solo Gran Premio di Stiria.

Per quanto concerne Budapest e Silverstone, la Federazione ha optato per una reprimenda, permettendo così alla Racing Point di proseguire la stagione con queste stesse prese d’aria. La Renault probabilmente avrebbe preteso una punizione più severa, ritenendo che queste parti assicurino un vantaggio ai loro avversari, ma la Fia ha anche riconosciuto che le informazioni tra i due team siano passate prima che la normativa decidesse che le brake duct facessero parte delle cosiddette parti non cedibili. Una sorta di buco regolamentare, probabilmente sfruttato ad arte dagli ingegneri della squadra di Silverstone. Insomma una decisione che sa un po’ di compromesso, ma che potrebbe porre un grosso freno al costumer-car, scongiurando il pericolo paventato da alcuni di veder scendere in pista dei veri e propri cloni delle monoposto progettate dai top-team.