Aggiornato al 18/09/2021 21:15:50
14/12/2020

F1: CHIUSO IL 2020 ...SPERIAMO NEL 2022

Autore: Marco Giachi

Se non fosse che è stato l’ultimo dell’”anno pandemico” (almeno si spera) il Gran Premio di Abu Dhabi non credo verrebbe ricordato molto nei libri di storia della Formula 1 e, anche così, non sarà facile per lui ritagliarsi un po’ di spazio, schiacciato com’è dal miracolo di Romain Grosjean, dalla tenerezza della vittoria di Sergio Peréz e dalla bella novella di George Russell.

Rimarrà certo nei libri di storia della Ferrari come c’è rimasto il 1992, che viene ancora citato, e il 1973 tirato fuori di recente perché mi sembra che una statistica abbia scovato che sono stati gli anni senza neanche un podio, proprio come questo.

Nel 1992 fu messo alla gogna Jean-Claude Migeot per il doppio fondo della F92A e nel 1973 era stato giubilato Mauro Forghieri, sempre i tecnici … eppoi “uno si butta a sinistra” come diceva Totò.

Il circuito non ha aiutato a rendere lo spettacolo più gradevole e non è un caso che qualcuno l’abbia definito il più brutto di quelli progettati da Hermann Tilke.

A volte mi chiedo come avrà fatto costui a fare tanti danni e quali sono stati i suoi complici perché non può avere fatto tutto questo disastro da solo: Bernie Ecclestone, la FIA … chi l’ha aiutato? Fuori i colpevoli.

Ha vinto Max Verstappen, uno che  quando vince non se lo fila nessuno perché se vince tutti pensano “era l’ora” e quando perde, con lo stesso tono senza neanche che la guancia sinistra accenni la più piccola smorfia, gli stessi pensano “peccato, meritava la vittoria”.

È così ormai da troppi anni e per me non ci sono gli estremi per un cambio di passo sostanzioso.

Si dice che la Red Bull sarà l’antagonista della Mercedes l’anno prossimo ma, in realtà, non ci crede nessuno e ormai solo il 2022 potrà (forse) ribaltare la situazione, dico forse perché i Regolamenti Tecnici non cambiano la testa delle persone e non cambiano le strutture organizzative delle squadre e quelle più “toste” rimarranno tali e le altre continueranno ad arrancare.

Invece, bisogna credere nel 2022 e cullarci nell’attesa l’anno prossimo che, Giacomo Leopardi insegna, è anche più piacevole della domenica.

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