Aggiornato al 14/12/2018 06:57:45
02/08/2018

F1: UNA VITA DA MEDIANO

Autore: Marco Giachi

"Una vita da mediano a recuperar palloni nato senza piedi buoni lavorare sui polmoni, una vita da mediano con dei compiti precisi a coprire certe zone a giocare generosi..." di Luciano Ligabue. E' questa la sorte di Valtteri Bottas? Sembrerebbe di si a giudicare dalle critiche che il pilota finlandese si è tirato addosso dopo lo scorso Gran Premio di Ungheria. Questa canzone, per quanto velata di malinconia, ha nobilitato un ruolo e dato cittadinanza a una figura essenziale nello sport che è alla base di tante vittorie che hanno invece regalato gloria e celebrità a "...chi finalizza il gioco".

Ma attenzione, perché anche il mediano senza piedi buoni vince "...casomai i Mondiali".

Difatti, anche il pilota finlandese è comunque uno in grado di fare la pole position quando si presenta l'occasione e vincere Gran Premi quando può quindi i suoi Mondiali casomai li vince anche lui.

E allora che male c'è? Nessuno. Se uno gira per il Paddock, anche solo guardando i motorhome o i movimenti dei giornalisti, si rende conto di cosa vuol dire fare il mediano alla Mercedes piuttosto che il centravanti alla Force India o, che so io, ... alla Haas (tanto per citare due squadre di comunque primo piano, figuriamoci nelle altre).

Come il grande Oriali che i Mondiali li ha vinti veramente (nel 1982).

Io credo, commento già espresso anche in precedenza, che la Mercedes abbia la sua forza principale nei piloti e che la Premiata Ditta "Toto & C" abbia messo insieme una coppia formidabile. Lewis Hamilton lo conosco meno ma Valtteri Bottas è sempre stato uno dei miei preferiti per le interviste del dopo-gara soprattutto quando era ancora alla Williams: sempre preciso, concentrato anche nei movimenti e nel modo di porsi e rispondere alle domande. Se fosse stato un calciatore direi un uomo da Juventus.

I due della Ferrari, invece, sembrano più "scompagnati"e meno "inquadrati" ognuno con il suo atteggiamento caratteristico che non si capirebbe neanche, se uno non lo sapesse, quale dei due abbia più carisma. E il carisma per un pilota e per un campione (o aspirante tale) è tutto.

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