Aggiornato al 22/09/2021 09:28:27

G.P. ITALIA: STORICA DOPPIETTA MCLAREN

Autore: Carlo Baffi

Tra i due litiganti, il terzo gode”, così recita il popolare proverbio e così si può riassumere il Gran Premio d’Italia giunto alla sua 92esima edizione. La nuova puntata della lotta iridata tra Max Verstappen e Lewis Hamilton ha avuto il suo epilogo nel corso del 26 giro quando l’olandese è franato addosso all’inglese in prima variante. Un episodio che ha letteralmente spalancato la porta a Daniel Ricciardo verso un meritatissimo successo, seguito a ruota dal compagno Lando Norris. L’australiano, che ha condotto in testa sin dall’inizio, ha così potuto festeggiare una vittoria che gli mancava dal 27 maggio 2018, quando s’impose nel G.P. di Monaco al volante della Red Bull. Con l’affermazione a Monza da finalmente un colpo di spugna alla prima parte di stagione assai problematica con la sua nuova scuderia. Parliamo della McLaren che rompe un digiuno in F.1 durato nove lunghi anni. Era il G.P. Brasile del 2012 e a vincere fu Jenson Button sulla MP4-27 motorizzata Mercedes. La stessa stagione a cui risale l’ultimo successo della scuderia britannica, allora diretta da Ron Dennis, a Monza e firmato da Hamilton. Per gli amanti dei ricorsi storici, Lewis fu anche il pilota che insieme ad Alonso siglò un’altra memorabile doppietta della squadra di Woking nel “Tempio della Velocità”, il 9 settembre del 2007. Anche quel giorno le vetture d’oltre Manica erano spinte dal propulsore tedesco, proprio come oggi. Le MCLM35 hanno dimostrato sin dalle qualifiche di trovarsi a loro agio sul tracciato lombardo ed hanno dominato il Gran Premio.

Certo, va tenuto conto che hanno giocato a loro favore il crash tra Hamilton e Verstappen e la retrocessione di Bottas sul fondo della griglia per la sostituzione della power unit. Il finnico aveva primeggiato sia in qualifica che nella Sprint-Qualifyng. Però ai tecnici di Zak Brown e Andreas Seidl va riconosciuto che han fatto passi da gigante a partire dallo scorso anno ed oggi si vedono i risultati. Ma veniamo alla gara disputata sulla distanza di 53 giri. Il tempo è sereno, con 28 gradi nell’aria e 44 sull’asfalto. In pole c’è Verstappen, leader del campionato, al fianco della sua Red Bull troviamo Ricciardo. In seconda fila Norris ed Hamilton (solo quinto nella gara sprint). A seguire le Ferrari di Leclerc e Sainz, poi Giovinazzi e Perez, Stroll e Alonso. Brutte notizie in casa Alpha Tauri, le cui macchine partiranno dalla pit-lane. Per Gasly si tratta di una scelta in seguito all’incidente nella sprint-race di ieri, mentre l’AT 02 di Tsunoda è stata ritirata dallo schieramento per un problema meccanico. Un inconveniente che purtroppo non verrà risolto e costringerà il giapponese ad alzare bandiera bianca. Sul fronte gomme tutti montano le medie, tranne Gasly e le due Mercedes.

Allo spegnimento dei semafori rossi, Ricciardo ha un ottimo scatto e prende il comando. Dietro si scatena la bagarre con Hamilton che infilato Norris si avventa su Verstappen alla Roggia. Però l’olandese resiste e urta leggermente la W12E del rivale costringendolo a passare sulla via di fuga e facendogli così perdere una posizione. Anche Giovinazzi taglia la variante mentre attacca Leclerc, ma rientrando in pista viene centrato da Sainz e finisce contro le barriere. Con l’avantreno incidentato, il driver dell’Alfa Romeo Ferrari riesce comunque a tornare ai box e riparare il danno. Successivamente verrà pure sanzionato con 5” per esser tornato in pista creando pericolo. Ricciardo procede spedito, davanti a Verstappen, Norris, Hamilton, Leclerc, Sainz, Perez e Stroll. Al nono giro scintille tra Sainz e Perez. Il messicano passa il ferrarista in prima variante, che però si ripiglia la posizione al Curvone. “Checo” però non demorde e lo passa alla tornata successiva. Con Ricciardo che allunga su Verstappen, Hamilton cerca di avvicinarsi a Norris il quale però non si scompone. Il Gran Premio prosegue senza episodi rilevanti, a parte una ruotata di Ocon a Vettel in lotta alla Roggia. Il francese verrà punito con 5” di penalità. Bottas intanto è in piena rimonta ed è risalito nono. Si avvicina il momento cruciale delle soste e Verstappen cercando di recuperare terreno, giunge lungo in prima variante ed è costretto a tagliare. Con 1”5 di vantaggio al passaggio 23, Ricciardo imbocca la pit-lane e riparte con le medie. Il giro dopo tocca a Verstappen, il quale perde tempo, complice un problema di avvitamento della ruota anteriore destra. Un imprevisto che potrebbe mandare in fumo le sue ambizioni di vittoria, proprio mentre Hamiltonha la meglio su Norris in crisi con gli pneumatici.


Ed arriviamo al fatidico 26esimo giro. Hamilton è richiamato per il cambio gomme e quando riprende la via della pista sta sopraggiungendo Verstappen. I due affrontano appaiati la prima variante. Lewis allarga di poco portando l’avversario all’esterno e imposta la curva. Max non molla, vuole riportarsi davanti ad “Hammertime”, va sul cordolo e la sua Red Bull decolla finendo sopra la Mercedes. Una collisione, che rivedendo i replay mette davvero i brividi, se si pensa alle drammatiche conseguenze che avrebbe potuto avere su Hamilton, il cui capo è stato protetto fortunatamente dall’Halo. Per i due grandi rivali la corsa termina quà, ma s’è corso un grosso rischio. Entra subito in azione la safety-car che si posiziona davanti al leader Ricciardo, seguito da Leclerc, Norris, Perez, Sainz, Bottas, Stroll, Alonso, Russell, Latifi, Ocon, Kubica, Vettel e Schumacher. Il Gran Premio viene neutralizzato sino al 34esimo passaggio e appena riparte Norris si porta all’assalto di Leclerc. Charles cerca vanamente resistere e cede la seconda posizione all’inglese. Il team McLaren inizia così a sognare una possibile doppietta. Vi sono però 19 giri da percorrere e si profilano le minacce di Perez e Bottas. L’andatura del finlandese è sostenuta ed arrivato negli scarichi del messicano lo sopravanza alla Curva Biassono. Il driver della Red Bull reagisce e ripassa la Freccia Nera alla Roggia. Con le McLaren imprendibili, la gara volge al termine e dietro le posizioni paiono ormai plafonate. Bottas cerca comunque di insidiare Perez che viene penalizzato di 5” per taglio di variante nel sorpasso su Leclerc. Il messicano è reo di non aver ridato la posizione al monegasco. Della serie, altro boccone amaro per Horner &C. Prima di concludere la sua marcia trionfale sotto la bandiera a scacchi, Ricciardo si toglie pure la soddisfazione di segnare il giro più veloce pigliandosi il punto addizionale. Norris è secondo e Bottas terzo. Leclerc sale quarto precedendo Perez, Sainz, Stroll, Alonso, Russell e Ocon a chiudere la top-ten.

Tagliato il traguardo, il 32enne australiano sfoga la sua gioia via radio urlando insieme alla squadra. Poi, sceso dal podio ha modo di sfoderare il suo consueto humour (peraltro mai abbandonato anche durante i momenti difficili) rivelando il segreto della sua ottava vittoria in F.1: "Ho fatto finta di andare piano per tutto l’anno e così stavolta li ho sorpresi. In realtà, dopo la pausa estiva mi sono ritrovato ed è andata bene. E’ un risultato straordinario per tutta la scuderia”. Dello stesso avviso anche Norris: "E’ stato un fine settimana fantastico. Quando sono arrivato alla McLaren quattro anni fa – prosegue il britannico – questo era il nostro obiettivo e finalmente l’abbiamo raggiunto. Sono contento per Daniel, anche se è chiaro che avrei voluto vincere. Ma in futuro avrò anch’io delle possibilità”- Soddisfatto anche Bottas, protagonista di un weekend da incorniciare: "Partire dal fondo non era semplice, però avevo detto che sarei riuscito a salire sul podio e ce l’ho fatta. Mi spiace per Lewis”- E su quest’ultima frase è doveroso ritornare sull’episodio incriminato che è già parte della storia.

A fine gara Hamilton e Verstappen vengono convocati in direzione gara e l’olandese è ritenuto colpevole di aver innescato l’incidente e nel prossimo appuntamento a Sochi sede del G.P. di Russia, dovrà scontare tre posizioni in griglia, più due punti tolti dalla patente. Un provvedimento giusto. “Mad Max” , a nostro avviso, è nuovamente incappato in un eccesso di agonismo. Come a Silverstone, ha preteso a tutti i costi di dimostrare la propria superiorità nel confronto diretto con Hamilton. Ma con questa filosofia non si vince un mondiale. In un round in cui partiva sfavorito, Max s’è ritrovato con due punti in più già al sabato e con una tattica meno spavalda poteva giocare le proprie carte sino alla fine. Toto Wolff, team boss Mercedes ha parlato di “fallo tattico” facendo un paragone calcistico. Hamilton invece di manovra opportunistica: "Era consapevole – dice Lewis – che agendo in quel modo ci saremmo scontrati ed ha continuato a spingere”. La ragione ? Forse con il reale pericolo di perdere troppi punti, l’olandese ha preferito l’autoscontro, in modo che il match finisse in parità. Stando a Verstappen i fatti si sono svolti diversamente: "Lui mi ha spinto a sinistra già in frenata. Sono andato all’esterno sterzando, ma lui ha continuato a spingermi. A quel punto non avevo più margine per fare la curva e Lewis mi ha mandato sul cordolo e ci siamo toccati. E’ un peccato che sia successo, ma serve la collaborazione di entrambi per affrontare la prima variante. Da parte mia – ha proseguito Max – penso di aver fatto tutto in modo corretto. Sono episodi che fanno parte delle corse, capitano. Ad ogni modo va bene così e non sono arrabbiato”" Parole che francamente lasciano qualche dubbio. Ci sta che Verstappen si discolpi, ma quando parla di collaborazione cosa intende ? Hamilton, che era davanti, doveva cedergli il passo ? E a che titolo ? Altro aspetto che va sottolineato è l’atteggiamento che questo pilota, di sicuro talento, ha avuto dopo l’incidente. Uscito dalla vettura ha preso la via dei box senza sincerarsi delle condizioni di Hamilton, che ha rischiato la vita. Non scordiamoci che dopo il botto di Silverstone, sia Verstappen che i vertici della Red Bull, si dissero indignati per i festeggiamenti di Lewis reputandoli irrispettosi e antisportivi, mentre Max si trovava all’ospedale per accertamenti. Helmut Marko, figura di spicco della scuderia anglo-austriaca, parlò di comportamento pericoloso di Hamilton, da sanzionare con una sospensione. Ecco forse è arrivato il momento di evitare che la sfida tra questi due avversari prenda una piega pericolosa.

La classifica piloti vede al comando Verstappen con 226,5 punti, contro i 221,5 di Hamilton. Bottas è terzo a 141, davanti a Norris (132), Perez (118), Leclerc (104) e Sainz (97,5). Sul fronte costruttori, la Mercedes s’è portata a quota 362,5 aumentando il vantaggio sulla Red Bull-Honda a 344,5. Con Verstappen out, Perez non ha brillato, anzi. Chi esulta è invece la McLaren che torna terza a 215, superando di 13,5 lunghezze la Ferrari. Le Rosse hanno rimediato un quarto ed un sesto posto.Un bilancio così commentato dal team principal Mattia Binotto:” Oggi si sono visti i 20 cavalli di differenza dagli altri. Lo sappiamo, ma non dobbiamo demoralizzarci perché ci stiamo lavorando in vista della prossima stagione.”


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