Aggiornato al 22/09/2021 11:21:48
03/09/2021

GP ITALIA STORY: 10 SETTEMBRE 1961 PHIL HILL VINCE IL TITOLO NEL GIORNO DELLA TRAGEDIA DI VON TRIPS

Autore: Carlo Baffi

Purtroppo è una delle edizioni più tragiche del Gran Premio d’Italia. A Monza è in programma il penultimo atto stagionale con due piloti della Ferrari in lotta per Campionato del Mondo. Sono Wolfgang Von Trips e Phil Hill. Il primo è un nobile tedesco, classe 1928. E’ figlio unico e vive con i genitori nel castello di famiglia. E’ longilineo, raffinato ed elegante. Enzo Ferrari lo ammira molto e dice che ha molto stile: “….anche al volante”. Il secondo, classe 1927 è statunitense di Miami. Proviene da una famiglia borghese e dopo aver maturato esperienza sulle vetture sport è approdato a Maranello dove sta ulteriormente crescendo. A detta del “Drake” va forte sui circuiti veloci, però è sempre molto nervoso. Hill non ama molto conversare, è un po’ rude e non soffre il caldo, a differenza di Von Trips. La classifica piloti vede il tedesco in testa con 33 punti, quattro in più dell’americano. Numeri che testimoniano la superiorità delle monoposto di Maranello. Parliamo delle 156 spinte da un propulsore 6 cilindri a V, il cui avantreno ricorda il muso di uno squalo, non a caso ribattezzate “sharknose”. Un progetto vincente diretto dall’ingegner Carlo Chiti. Dunque una sfida palpitante sotto le insegne del Cavallino, ma che perderà tragicamente uno dei protagonisti dopo soli due giri.

La prima fila è tutta rossa, con Von Trips in pole. Col secondo tempo troviamo il diciannovenne messicano Ricardo Rodriguez, che a lungo resterà il più giovane esordiente in F.1 a siglare il secondo posto in qualifica. E’ salito su una monoposto di Formula Uno soltanto la settimana precedente a Modena facendo segnare un tempo incredibile al quinto passaggio. A Monza è accompagnato dai genitori e dalla moglie Sara, una donna dall’aspetto latino molto affascinante, la quale (come si usava all’epoca) è sempre ai box intenta a prendere i tempi del marito. Dopo aver realizzato il secondo miglior crono, Von Trips non esita a congratularsi in italiano con Ricardo. Rodriguez, “El Chico” risponde emozionato: “Gracias, gracias senor”. Anche la seconda fila è monopolizzata dalle 156, sono quelle dell’altro statunitense Richie Ghinter e Phil Hill. Alle loro spalle partiranno la BRM-Climax dell’inglese Graham Hill e la quinta Ferrari affidata a Giancarlo Baghetti, la giovane speranza dell’automobilismo italiano. La domenica tutta l’attenzione è rivolta al box del Cavallino, per esattezza il numero 22. I piloti arrivano intorno alle 14, un’ora prima del via. Ovviamente la tensione cresce. Von Trips cerca di stemperarla sdraiato su una panchina all’interno del box. Hill invece consuma il suo solito rito scaramantico, ossia facendosi innaffiare dalla testa ai piedi da Romolo Tavoni, il direttore sportivo tuttofare di Maranello. Poi i piloti si calano negli abitacoli e vanno a schierarsi in griglia. Tutto ormai è pronto per lo show e si attende lo start.

Quando il direttore di gara sventola la bandiera a scacchi Phil Hill è il più lesto a balzare in testa sorprendendo i rivali. Il serpentone delle vetture procede spedito quand’ecco che va in scena il dramma. In prossimità della Parabolica la Lotus di Jim Clark urta Von Trips, il quale perde il controllo della propria monoposto. Come un missile impazzito, la 156 vola tra gli spettatori assiepati dietro la rete posta lungo il rettifilo. La Ferrari rimbalza successivamente in pista ed il pilota viene sbalzato fuori dall’abitacolo, morendo all’istante. Oltre al campione tedesco, perdono la vita 14 persone del pubblico. Malgrado il caos, la gara non viene interrotta con Phil Hill e Ghinter che si danno battaglia alternandosi in prima posizione. Poi con il ritiro di Ghinter vittima di un problema al motore, Hill può involarsi verso il traguardo e conquistare la vittoria e la corona iridata. Phil è il primo pilota degli Stati Uniti a diventare Campione del Mondo nella massima serie. Solo nel dopo gara apprenderà dello schianto mortale di Von Trips. Una notizia agghiacciante che di colpo cancella la gioia per l’ambito traguardo raggiunto.

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