Aggiornato al 04/12/2021 02:29:02
06/09/2021

GP ITALIA STORY: 8 SETTEMBRE 1996, PRIMA VITTORIA A MONZA PER SCHUMACHER

Autore: Carlo Baffi

Se cinque anni prima, Monza aveva scoperto la stella di Michael Schumacher, l’edizione 1996 della corsa italiana, vede il tedesco ancora una volta protagonista. Michael però non veste più la tuta della Benetton, con cui ha conquistato due mondiali nel ’94 e nel ’95, bensì quella della Ferrari. Nell’agosto del 1995, Gianni Agnelli ha annunciato l’ingaggio del fuoriclasse tedesco per una cifra record di 40 miliardi delle vecchie lire all’anno per due stagioni. Non a caso ad affare concluso l’Avvocato commentò ironicamente: “Non ci è certo costato un tozzo di pane”. Il sodalizio con la Ferrari ha il sapore di una scommessa, per certi versi azzardata, dal momento che a Maranello c’è in atto una vera e propria rivoluzione, perché la cosiddetta operazione rilancio non si limita ai piloti. Insieme a Michael arrivano anche alcuni cervelli che hanno costruito i successi della Benetton: sono Brawn, Byrne e Stepney. Il fine è quello di disporre di un gruppo già affiatato, in modo da accorciare i tempi della riscossa. Tutti quanti sotto la direzione del presidente Luca di Montezemolo e del Team Principal Jean Todt, un manager tanto esperto quanto deciso e pragmatico, ingaggiato nel 1993. Dal campione ci si aspetta tantissimo anche in virtù dell’investimento fatto ed i risultati non esitano ad arrivare sin dalla prima stagione in rosso.

Schumacher si impone in Spagna il 2 giugno e poi in Belgio, a Spa nella “sua culla”, tappa che precede il G.P. d’Italia. Certo le Williams-Renault sono imprendibili, ma per la Ferrari i segnali sono confortanti. Le monoposto anglo-francesi fanno un campionato a se e a lottare per il mondiale sono Damon Hill e Jacques Villeneuve, due figli d’arte. Il britannico ha un discreto vantaggio in classifica, ma il canadese è tenuto ancora in gioco dalla matematica. Ebbene nonostante Damon abbia ottime possibilità di laurearsi campione, non viene riconfermato, in molti sostengono per problemi economici (il suo compenso s’aggira intorno ai 13 miliardi di lire l’anno). Sir Frank annuncia che nel 1997 l’inglese sarà sostituito da Heinz Harald Frentzen in forza alla Sauber. Il teutonico farà coppia con Villeneuve. Altra novità importante in casa Williams, è l’accordo con la Bmw per la fornitura di motori a partire dal 2000. Dunque un altro grande costruttore entra nel Circus, segno tangibile che la politica di Ecclestone di attirare i grandi marchi dell’auto sta funzionando. Proprio nel 1996, viene rinnovato il Patto della Concordia (nonostante alcuni contrasti) che aumenta gli introiti per le scuderie e ovviamente per lo stesso “Mister E”, che ormai pensa in grande. Il grosso business è rappresentato dai contratti con le emittenti televisive. Per volontà del geniale Bernie, ha infatti preso vita la cosiddetta “cittadella della tv”, un centro di produzioni televisive dotata delle tecnologie più sofisticate che segue la F.1 su tutte le piste, col compito di produrre totalmente l’evento ed inviando il segnale in tutto il mondo.

Intanto i responsi delle prove del venerdì sono a favore della Ferrari con Schumi che sigla il miglior tempo in 1’24”399, lo seguono la McLaren-Mercedes di Hakkinen e la Benetton-Renault di Berger. Anche se il tedesco cerca di smorzare gli entusiasmi dicendo che la vettura è buona, che è possibile la pole, ma non la vittoria, al box del Cavallino regna un certo ottimismo. Dopo l’ultimo test a Fiorano, il collaudatore Nicola Larini ha espresso un giudizio positivo e per la gara monzese i tecnici di Maranello presenteranno una F310 aggiornata con cambio irrigidito, motore più potente e sospensioni riviste. Il sabato però, le due FW18 progettate da Patrick Head ed Adrian Newey sfoderano tutto il loro potenziale e s’impossessano della prima fila. Hill precede Villeneuve di tre decimi (pole in 1’24”204) e Schumacher si issa al terzo posto davanti alle McLaren di Hakkinen e Coulthard. A seguire, Alesi, Irvine, Berger, e le Jordan di Brundle e Barrichello. Da sottolineare un’innovazione introdotta sullo stradale di Monza, ovvero la presenza di penumatici fissati oltre i cordoli in prima e seconda variante, al fine di impedire i tagli di traiettoria. Una soluzione che fa discutere. Schumacher esprime un parere negativo: “I cordoli sono cambiati non nel modo giusto, hanno una forma sbagliata, ma si tratta di una questione che sta alla Fia e ai responsabile del circuito decidere”. Molto più schietto Villeneuve che sentenzia: “Non capisco perché abbiano cambiato i cordoli, sono pericolosi e rischi sempre di volare”. Un presagio che puntualmente si avvererà.

La prima sorpresa si registra già allo start, il duo Williams parte al rallenty ed Alesi, dalla sesta posizione, sorprende tutti e prende il comando. I sogni di gloria di Jean però svaniscono dopo alcune curve, con Hill che lo sopravanza alla seconda di Lesmo, mentre un bravo Hakkinen soffia a Villeneuve la terza piazza. Durante il giro successivo, il canadese intento a rimontare, danneggia una sospensione colpendo le gomme alla Roggia. Una di queste rimbalza in pista e urta la McLaren di Coulthard che deve ritirarsi con lo sterzo fuori uso. Il canadese prosegue ma la sua Williams accusa problemi di tenuta. I “copertoni killer” però continuano a mietere vittime. Alla quarta tornata li centra pure Alesi, ma fortunatamente prosegue senza conseguenze a differenza di Hakkinen che fa la stessa fine di Coulthard. Una gomma gli distrugge il musetto, costringendolo a ripiegare ai box per la sostituzione. Della serie un’ecatombe che non risparmia nemmeno il capofila Hill, che al giro 5 dopo aver toccato i pneumatici in prima variante, finisce prima in testa coda e poi abbandona. Torna nuovamente leader Alesi seguito dalla rossa di Schumi, il quale fino a quel momento ha svolto una gara molto tattica sfruttando le disavventure altrui. Il “Barone Rosso” si avvicina alla Benetton del transalpino che però non si scompone. La svolta arriva alla trentesima tornata quando Alesi effettua il rifornimento. E’ proprio in quel momento che Michael si scatena con giri da qualifica, accumulando un vantaggio cospicuo che gli permette di fare la sosta senza affanno e di tornare in pista ancora leader. In pratica la gara finisce qui. Schumacher procede con tranquillità, forse si deconcentra un po’ troppo e a quattro passaggi dalla fine la ruota anteriore sinistra della sua Ferrari numero uno tocca la solita pila di gomme. La rossa sbanda, ma prosegue la sua cavalcata senza problemi, tanto che nella tornata dopo, Schumi fa segnare il giro più veloce e s’invola nel migliore dei modi verso il 53esimo giro che gli consegna la terza vittoria stagionale, prima a Monza. Secondo giunge Alesi, terzo Hakkinen, poi Brundle, Barrichello, Diniz e Villeneuve, solo settimo e doppiato.

Al box del Cavallino esplode la festa coi meccanici che salgono sul muretto della pit-lane per salutare l’arrivo del loro campione. Nel garage della scuderia di Maranello esulta, roteando il suo bastone, anche un ospite particolare. Si tratta di Silvio Ferri, 89 anni, un pezzo di storia della Ferrari. Arriva da Caprino Veronese ed è a Monza da mercoledì sera. Nonostante il clima estivo non molla la sua coppola e veste un maglione rosso col simbolo del Cavallino Rampante. Sorride dietro i suo baffoni bianchi e viene portato in trionfo dai ragazzi in rosso. “Ho visto mille gare e ben 84 successi della Ferrari” rivela con orgoglio. Anche questa è una realtà che orbita intorno alla “Rossa” più famosa del mondo.

Una volta sul podio il “Kaiser” di Kerpen sfoga tutta la sua gioia compiendo un balzo che diventerà un rito ad ogni suo successo. Sotto di lui la zona del traguardo è invasa dai 120 mila spettatori che hanno preso d’assalto l’autodromo. In tribuna ci sono pure i genitori che non assistevano ad un G.P. da due anni. Il “Kaiser” è al settimo cielo: “Guardando giù dal podio mi è venuta la pelle d’oca”. Dopodichè annuncia pubblicamente che presto sarà papà. Ad allietare la “domenica bestiale” del tedesco, arriva anche il dono promessogli da Montezemolo di una Ferrari 550 Maranello dal valore di 325 milioni di lire. In ottica campionato, il trionfo di Schumacher non cambia nulla ai fini della battaglia tra Hill e Villeneuve, con la classifica piloti che resta invariata a due round dal termine. Michael invece consolida il suo terzo posto guadagnando punti preziosi su Alesi.

Il campionato si risolverà all’ultimo Gran Premio in programma in Giappone. Villeneuve perderà una ruota e consegnerà ad Hill il suo primo titolo mondiale. Schumi chiuderà terzo assoluto. Trascorse alcune settimane, per l’esattezza venerdì 27 settembre, la Twr-Arrows di Tom Walkinshaw annuncerà l’ingaggio del neo Campione del Mondo. Si parla di un progetto serio ed ambizioso per una scuderia di secondo piano che in 287 gare disputate ha siglato solo una pole, con Patrese a Long Beach nel G.P. Usa Ovest nel 1981. La vettura del 1997 sarà spinta dal motore Yamaha e “calzerà” pneumatici Bridgestone. “Spero di portare il numero uno sulla vettura – dichiara fiducioso Damon – Tutto quello che Tom tocca diventa vincente. Mi ha offerto un’opportunità gratificante (ingaggio di 13 miliardi di lire), insieme alla grande sfida di lavorare con lui”. Per la cronaca, nel 1997 Hill sfiorerà una vittoria a sorpresa nel G.P. di Ungheria dopo aver condotto in testa per 62 dei 77 giri previsti. Verrà superato da Villeneuve all’ultimo passaggio, complice un problema al cambio che s’è bloccato in terza. Sarà l’unico risultato di rilievo del Campione del Mondo uscente, che nel mondiale piloti giungerà solo dodicesimo, complice una monoposto problematica. Ma questa è un’altra storia.


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