Aggiornato al 29/11/2021 18:59:35
11/10/2021

ISTANBUL: VINCE BOTTAS !

Autore: Carlo Baffi

Era chiamato ad arginare l’assalto delle Red Bull limitando il più possibile i danni che Lewis Hamilton, leader della classifica, avrebbe subito dalla retrocessione in undicesima posizione in griglia a seguito dell’omologazione della power unit 4. Ebbene, Valtteri Bottas ha rispettato le consegne vincendo il Gran Premio di Turchia, tenendosi dietro Max Verstappen e Sergio Perez. Ad Hamilton però non è riuscita la rimonta. Non e andato oltre il quinto posto ed ha dovuto cedere la testa del mondiale piloti all’olandese.

Il finnico invece, che nel 2022 sarà alla guida dell’Alfa Romeo Racing, è tornato al successo dopo un digiuno che durava dal 27 settembre dell’anno scorso, quando vinse il Gran Premio di Russia a Sochi: anche in quell’occasione precedette Verstappen e segnò il giro più veloce. La situazione era però completamente diversa, con le Frecce Nere largamente dominatrici del campionato. Ora invece è tutta un’altra musica con una lotta serrata tra Hamilton e Verstappen destinata a concludersi all’ultimo round di Abu Dhabi, salvo colpi di scena anticipati. Bottas ha potuto contare su una vettura cresciuta e decisamente più competitiva di quella vista in primavera ed estate. Sul tracciato turco, il cui asfalto ha subito un’idropulitura in grado di garantire un maggiore grip rispetto alla stagione passata (con il bagnato divenne una patinoire), le W12E hanno messo in mostra il loro potenziale già il venerdì con Hamilton a dettare legge. L’inglese s’è ripetuto pure in qualifica aggiudicandosi la pole, passata automaticamente a Bottas (in virtù della penalità) piazzatosi alle sue spalle.

Le Red Bull-Honda erano le grandi favorite della vigilia. Sfoggiavano un’inconsueta livrea bianca e rossa in omaggio alla Honda alla sua ultima stagione in F.1. Una scelta grafica celebrativa dal momento che il G.P. di questa settimana avrebbe dovuto aver luogo in Giappone, che ha poi dato forfait causa pandemia. Da qui il ripiego in extremis sulla Turchia. Una volta in pista però, le RB16B hanno denunciato problemi legati ad un set-up non proprio al top. Verstappen è così risultato terzo in qualifica, garantendosi comunque il posto in prima fila. Subito dietro è spuntata la lieta sorpresa della Ferrari di Charles Leclerc, apparso in palla dal venerdì, secondo a 166 millesimi dal sette volte iridato. Prestazione ripetuta anche il sabato pomeriggio, col quarto tempo ponendosi davanti all’Alpha Tauri di Pierre Gasly. A seguire, in terza fila, Fernando Alonso (Alpine-Renault) e Sergio Perez (Red Bull). Sesta fila come anticipato, per Hamilton e per Esteban Ocon (Alpine Renault). A chiudere la griglia, la Ferrari di Carlos Sainz jr. e la McLaren-Mercedes di Daniel Ricciardo; entrambi con il nuovo motore. Ma se lo spagnolo non ha disputato le qualifiche, l’australiano è risultato solo quindicesimo.

E veniamo alla gara. L’arrivo della pioggia (15° nell’aria e 18° sull’asfalto) ha aumentato l’incertezza. I team han dovuto rivedere le strategie e tutti i piloti si sono schierati con le intermedie. Alla partenza, Bottas non si fa sorprendere e mantiene la testa, mentre Verstappen non è impeccabile e deve accodarsi davanti a Leclerc, Perez, Gasly, Norris, Stroll, Tsunoda, Vettel. All’appello manca Alonso giratosi dopo esser stato colpito da Gasly. Il transalpino sarà sanzionato dai commissari con 5” di penalità. Hamilton è decimo e si trova subito a lottare con Tsunoda, che cerca di rendergli la vita difficile. Liberatosi del giapponese solo al giro 8, Hamilton passa Stroll e continua spingere siglando il giro veloce dopo aver avuto la meglio anche su Norris. Lewis è scatenato e con Gasly sotto penalità è praticamente quinto. Intanto il vantaggio del capofila Bottas su Verstappen è salito a 2”8. Siamo alla 35esima tornata ed Hamilton mette nel mirino Perez. Una battaglia che s’annuncia parecchio interessante. La Mercedes raggiunge la Red Bull, la affianca e pare abbia la meglio. Il messicano si difende finendo oltre il birillo che delimita la corsia della pit-lane, ma sfodera la sua grinta e respinge l’assalto. “Mi ha spinto !” reclama Perez via radio all’indirizzo del rivale. Ovviamente, in ballo non c’è solo il quarto posto. Contrastare il passo di Hamilton, mette maggiormente al sicuro Verstappen, che due giri dopo imbocca la pit-lane e riparte con le intermedie. Leclerc guadagna così il secondo posto, che diventa il primo, grazie alla sosta di Bottas (per Valtteri son pronte le intermedie). Con la pista che va lentamente asciugandosi, c’è chi osa montando le slick: è Vettel. La scelta però si rivela poco azzeccata, con il tedesco che fatica a governare la sua Aston Martin-Mercedes. Gioco forza deve tornare nuovamente ai box.

Quando la gara affronta il 43esimo dei 58 passaggi previsti, la Ferrari numero 16 di Charles conduce precedendo Bottas, Verstappen, Hamilton e Perez. Lewis ha recuperato un’altra posizione complice il cambio gomme di “Checo” (intermedie anche per lui). Al muretto Mercedes però ci si interroga se sia il caso di sostituire le coperture di Lewis. Le temperature stanno crollando e si teme un cedimento improvviso. Eloquente il dialogo via radio: “Box, box…” è il messaggio del pit-wall. “Why ?” replica il pilota. Malgrado i meccanici siano pronti con le intermedie, l’inglese tira dritto. Dilemma analogo anche per Leclerc, il quale domanda al proprio ingegnere: “Se sto fuori con questo passo dove arriviamo?”. Risposta: “ Se tieni dietro Bottas, sei primo”. Con tredici giri alla fine, la tentazione di rischiare per puntare alla vittoria è forte, però le telecamere evidenziano il deterioramento delle Pirelli del monegasco. E la conferma arriva dai tempi. Il ferrarista perde costantemente da Bottas. Valtteri è velocissimo e alla 47esima tornata è in scia alla rossa. Una volta sul rettilineo, mette a segno il colpaccio e si ripiglia il primo posto. Leclerc allora torna ai box per “calzare” nuove intermedie. Hamilton è quindi terzo e cerca di arrivare sino alla bandiera a scacchi senza fermarsi. Ciò malgrado i suoi pneumatici abbiano percorso ben cinquanta tornate. Quasi un record, reso possibile dalle capacità di guida e dalla sensibilità di questo fuoriclasse. In Mercedes però insistono per il pit. Non se la sentono di rischiare uno “zero” in classifica. Lewis allora si dice disposto a fermarsi, ma a condizione di tentare la carta delle slick.

Al giro 51, il britannico si presenta in corsia box, ma lo rimandano in pista con le intermedie. Quasi una beffa. Da terzo si ritrova quinto, dietro a Perez e Leclerc. Lewis si lancia all’inseguimento della Red Bull, che a sua volta punta al podio. Charles non riesce a forzare più di tanto e lancia l’Sos: “No grip !” E’ il preludio alla resa nei confronti di “Checo”, che arpiona la terza piazza. Anche Hamilton, cerca di mettere nel mirino il monegasco, ma anch’egli deve fare i conti con il graining. Per il Campione del Mondo, non solo è sfumata la chance di entrare nei primi tre, ma deve guardarsi dal sopraggiungere minaccioso di Gasly e Norris. Una situazione penalizzante che provoca una reazione sfogata via radio al suo ingegnere: “Ve l’avevo detto”.

La corsa ormai volge al termine con Bottas lanciato verso il suo decimo successo nella massima serie. Fa segnare per due volte il giro veloce: dapprima con il tempo di 1’31”023. E poi, nell’ultimo passaggio si migliora ulteriormente con 1’30”432, aggiudicandosi definitivamente il punto aggiuntivo; importante in ottica del mondiale costruttori. Dietro la W12E numero 77, tagliano il traguardo Verstappen, Perez, Leclerc, Hamilton, Galsy, Norris, Sainz e Ocon. A ridosso della Top-ten, Antonio Giovinazzi, undicesimo sull’Alfa Romeo-Ferrari. Per la Mercedes si tratta del sesto trionfo stagionale, ma il quinto posto di Hamilton lascia il team di Toto Wolff con l’amaro in bocca. Dopo Monza e Sochi, siamo all’ennesima occasione perduta. L’errata gestione del pit-stop, ha impedito a Lewis di giungere alle spalle di Verstappen. Un’impresa che se allo spegnimento dei semafori pareva assai complicata, a otto giri dal termine era alla portata del britannico. “Non so cosa abbia pensato il team – dichiara Hamilton nel post-gara – devo chiedere a loro il perché mi abbiano fatto rientrare. Analizzeremo i dati per capire se la mia idea di rimanere in pista fosse giusta o sbagliata. A posteriori sarei dovuto restare fuori, o rientrare prima ai box. Oggi – ha concluso Lewis – abbiamo perso punti importanti che avremmo potuto incamerare. Non sono soddisfatto del risultato, ma sono contento la gara sia finita”.

Sempre col senno di poi, con una tattica differente e con gomme fresche, il britannico avrebbe potuto benissimo lottare alla pari con Perez per il podio. Oppure, se l’esperimento di Vettel con le gomme da asciutto montate al giro 38, avesse dato un esito diverso, anche gli uomini di Brackley avrebbero agito diversamente. Ma siamo nel campo delle ipotesi. Decisamente di umore diverso Max Verstappen: “Oggi non è stato semplice. La pista era molto scivolosa ed abbiamo dovuto gestire le gomme per tutta la gara senza avere mai avuto la possibilità di spingere. Valtteri – ha spiegato l’olandese – m’è parso che avesse un passo migliore e riuscisse a gestire meglio le gomme. Sono contento del secondo posto, visto che in queste condizioni era facile commettere errori”. In una corsa che s’era messa in salita, “Mad Max” è stato abile a portare a casa un risultato al massimo delle sue possibilità e a riprendersi la testa della classifica, che ora guida con 6 lunghezze di vantaggio su “Hammertime”. Mancano sei prove alla conclusione del campionato e a nostro avviso, la ”Stella a Tre Punte”, non può più permettersi certi autogol. Ne ha commessi troppi. La monoposto è performante tanto quanto la Red Bull, se non di più. Tra i costruttori, la Mercedes è sempre prima con un margine di 37 punti: + 4 lunghezze dopo Sochi.

Archiviato lo scontro al vertice, apriamo il capitolo dedicato alla Ferrari, grande protagonista della giornata. Con la nuova power unit, le rosse sono tornate a lottare nelle prime posizioni e questo fa ben sperare per il futuro. Leclerc ha condotto la corsa e non per caso, facendo anche sognare i tifosi del Cavallino, poi il graining ha compromesso la cavalcata di Charles. Ma un dato altrettanto significativo è l’ottavo posto di Sainz. Il madrileno pur partendo dalle retrovie, ha mantenuto un passo eccellente siglando più volte il giro veloce nell’ultima frazione del G.P. A condizionare la sua corsa è stato anche il tempo perso durante la sosta. Elemento sottolineato dal team principal Mattia Binotto: “Sono contento della gara di Carlos e della sua rimonta. Ha mostrato che il passo c’era. Peccato per il pit-stop, altrimenti avrebbe potuto chiudere davanti. Bene la power unit, che ci sta aiutando sia sul giro secco che in gara. Ora possiamo sorpassare”.

Fra due settimane il mondiale tornerà in scena oltre oceano, ad Austin sul Circuito delle Americhe per il Gran Premio degli Stati Uniti. Sulla pista texana, Hamilton ha riportato cinque vittorie, una con la McLaren e quattro con la Mercedes. La scuderia di Brackley s’è imposta anche nell’ultima edizione targata 2019 con Bottas. Ma non dimentichiamoci del 2018, quando a festeggiare fu la Ferrari, con Kimi Raikkonen. Un ricordo che ci fa ben sperare.

Mondiale piloti
1° Verstappen 262,5 – 2° Hamilton 256,5 – 3° Bottas 177 – 4° Norris 145 – 5° Perez 135 – 6° Sainz 116,5 - 7° Leclerc 116 – 8° Ricciardo 95 - 9° Gasly 74 - 10° Alonso 58 – 11° Ocon 46 – 12° Vettel 35 – 13° Stroll 26 – 14° Tsunoda 18 – 15° Russell 16 – 16° Latifi 7 – 17° Raikkonen 6 – 18° Giovinazzi 1.

Mondiale costruttori
1° Mercedes 433,5 – 2° Red Bull-Honda 396,5 – 3° McLaren-Mercedes 240 – 4° Ferrari 232,5 – 5° Alpine-Renault 104 – 6° Alpha Tauri-Honda 92 – 7° Aston Martin-Mercedes 61 – 8° Williams-Mercedes 23 – 9° Alfa Romeo-Ferrari 7 – 10° Haas-Ferrari 0.

Le ultime news