Aggiornato al 09/08/2020 00:55:01
29/02/2020

LA SFIDA IMPOSSIBILE DELLA PEUGEOT 505 TURBODIESEL

Oggi l'argomento potrebbe far sorridere, ma nel 1982, nel pieno del boom della motorizzazione Diesel e nel quale si sarebbe inserita la straordinaria 205, la scelta fu coerente con quella innata voglia di Peugeot di lanciare delle sfide che ritroviamo anche oggi nell'epoca della transizione energetica.

Ebbene, nel 1982 la filiale italiana della Casa prese una decisione clamorosa: far correre nel campionato rally una 505 Turbodiesel. Una scelta difficile, se si pensa alle vetture al top dell'epoca, berlinette sportive con motori anche plurifrazionati e con potenze che potevano superare i 300 CV.

Per il massimo torneo tricolore rally, la CSAI, oltre al titolo assoluto, aveva messo in palio anche quelli per i Gruppi, e una classifica specifica per auto con motore Diesel. Un motivo in più per raccogliere la sfida da parte di Peugeot, che acquistò dalla filiale francese una delle 505 TD schierate l'anno prima nel campionato terra con alla guida l'ex pilota F1 José Dolhem, cugino di Didier Pironi.

Della preparazione e della gestione della vettura in versione Gruppo A si occupò l'allora partner tecnico di Peugeot Italia, l'AST di Valerio Avogadro. Pochi gli interventi per adattare la macchina alle gare del campionato italiano. Invariato il motore di serie, il robusto quattro cilindri 2.300 cc con turbocompressore Garrett ed accreditato di una potenza di 88 CV a 4.700 giri/min. L'unica modifica l'adozione di una coppia conica più corta e rapporti al cambio ravvicinati.

Anteriormente e posteriormente furono adottati i freni a disco più grandi della 604, con i dischi posteriori ventilati al posto di quelli pieni previsti di serie. A livello di assetto, da segnalare gli ammortizzatori rinforzati per fondi sterrati, mentre i cerchi di serie accoglievano pneumatici racing. Per contenere il peso, lavorando entro i limiti consentiti dal regolamento, si riuscì a scendere a 1.200 kg contro i 1.300 kg del modello di serie.

La vettura venne affidata a Gianni Del Zoppo, un pilota che arrivava da un paio di stagioni di successo con le Peugeot 104ZS, affiancato da Elisabetta Tognana, sorella del pilota che quell'anno avrebbe conquistato il titolo italiano con la Ferrari 308 GTB. La 505 Turbodiesel debuttò al Targa Florio vincendo agevolmente nella sua categoria sui veloci ma impegnativi asfalti siciliani.

In effetti, la 505 Turbodiesel si dimostrò poi adatta a tutti i fondi, nonostante l’oggettivo handicap derivante dal peso e dalla fascia di utilizzo del turbo che aveva un grosso buco di erogazione in basso ed entrava concretamente in funzione dai 2.500 giri/min., con il massimo delle prestazioni erogate tra 4.000 e 5.000 giri/min.

A metà stagione la CSAI decise però di cancellare la categoria diesel. Una doccia fredda. Alla Peugeot 505 Turbodiesel non è rimasto quindi che gareggiare in Gruppo A, dove in ogni caso è stata fonte di grandi soddisfazioni, con il primo (Del Zoppo) e secondo posto (Pittoni) di gruppo nel rally mondiale di Sanremo e l'11esimo posto a San Marino. Qui il pilota fu lo stesso Del Zoppo, alla fine arrivato terzo nella classifica del Gruppo A, categoria vinta quell'anno dall'attuale partner tecnico di Peugeot Italia Fabrizio Fabbri.