Aggiornato al 14/11/2019 15:24:47
13/10/2019

NANNI GALLI, UN PEZZO DI STORIA CHE SE NE VA

Anche se il ricordo più diffuso è oggi principalmente focalizzato sul pilota F1, Nanni è stato per tanti anni il testimone di quel fantastico periodo delle Alfa GTA e poi delle 33 legato alla primavera della nuova generazione di piloti italiani della seconda metà degli anni sessanta. Quelle corse con venti GTA “cattive” in partenza, rimangono uno degli spaccati più affascinanti delle corse. Uno degli aneddoti più significativi racconta del duello “porta contro porta” tra Nanni e Jochen Rindt sul vecchio aeroporto di Zeltweg. Quando si sono trovati a doppiare una malcapitata Mini il pilota si è visto sfilare a destra e a sinistra da quei due scatenati a velocità siderale. Fatto sta, pochi giri dopo quando li ha visti nuovamente arrivare, terrorizzato preferì buttarsi fuori strada per farli passare.

Indimenticabile la vittoria thrilling al Circuito stradale del Mugello con l’Alfa 33 nel 1968 assieme a Lucien Bianchi e Nino Vaccarella. E dei 67 km del toboga che gira sui passi del Giogo e della Futa, Nanni è rimasto il primatista con quel 29’36”8 pari a 134,128 km/h realizzato nell’edizione del 1970 al volante di una Lola.

Poi, sì, la Formula 1 che però non gli ha dato le soddisfazioni che avrebbe meritato, con McLaren e March motorizzate Alfa, il grande sogno della Tecno, la mezza beffa Ferrari, e l’impalpabile Iso Marlboro di Frank Williams, che l’hanno spinto al ritiro prematuro. Il successo pieno l’ha ottenuto come industriale tessile nella sua Prato. Ma la grande passione per le corse l’ha rivisto in pista negli anni duemila nel Gran Premio storico di Monaco proprio con la Tecno che aveva riportato a nuovo.

Nanni Galli era il “gemello” di Ignazio Giunti che i suoi sogni li stava realizzando prima di quell’assurdo incidente di Buenos Aires. Ci piace pensare che la coppia primavera si sia ora ricomposta lassù…

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