Aggiornato al 22/09/2021 10:37:05
02/09/2021

RAIKKONEN: ADDIO ALLA F.1

Autore: Carlo Baffi

"Questa sarà la mia ultima stagione in Formula 1. Si tratta di una decisione che ho preso lo scorso inverno. Non è stata una scelta facile, ma dopo questo campionato è tempo di iniziare cose nuove”. Con queste parole, scritte su un post di Instagram, Kimi Raikkonen ha ufficializzato la sua uscita dal Circus a fine campionato. “Anche se la stagione è ancora in corso – ha proseguito Kimi - voglio ringraziare la mia famiglia, tutte le mie squadre, tutte le persone che sono state coinvolte nella mia carriera e soprattutto tutti voi fans, che avete fatto il tifo per me per tanto tempo.” Il comunicato si conclude dicendo che se anche la carriera è prossima al capolinea:”… c'è molto di più nella vita che voglio vivere e godermi. Ci vedremo ancora in giro! Cari saluti Kimi”. Che Raikkonen avesse altri interessi al di là della F.1 e sapesse godersi la vita non c’erano dubbi. Lo si era già visto nel 2009. Dopo tre stagioni al volante della Ferrari, abbandonò i Gran Premi per dedicarsi alla sua seconda passione, i rally. Disciplina peraltro molto diffusa e di grande tradizione nella sua Finlandia. Probabilmente avvertiva un certo logorio, sebbene fosse soprannominato “Iceman, dopo parecchi anni trascorsi nel paddock, tra stress e troppi impegni. Kimi aveva esordito nel 2001 nel G.P. d’Australia con la Sauber in un clima di scetticismo per la sua giovane età e la sua scarsa esperienza. Ebbene quel ragazzino nato in una modesta famiglia ad Espoo il 17 ottobre del 1979, mise tutti a tacere piazzando la sua vettura al 6° posto, carpendo un importantissimo punto iridato. Nel team svizzero si brindò a champagne in un’atmosfera di totale allegria, ma Kimi gelò tutto il box sentenziando: ”Non c’è niente da festeggiare per un 6° posto, la festa si farà quando vinceremo.” E la prima vittoria non tardò molto. Andò in scena dopo due anni in Malesia al volante della McLaren-Mercedes, dove aveva preso il posto di Mika Hakkinen, suo connazionale e due volte Campione del Mondo. E proprio in quel 2003 Raikkonen contese il titolo fino all’ultimo round, in Giappone, ad un certo Michael Schumacher (6 volte campione): perdendolo per soli due punti. Sarebbe giunto ancora secondo anche nel 2005, battuto da un altro astro nascente, Fernando Alonso.

La sua classe e le sue doti velocistiche però avevano impressionato tutti, in particolare i vertici del Cavallino che gli consegnarono il volante del grande Schumi prossimo al ritiro. Il passaggio ufficiale di consegne ebbe luogo a Monza il 10 settembre 2006 nel G.P. d’Italia: Michael primo e Kimi alle sue spalle. Ed anche in questa nuova esperienza Raikkonen fugò tutte le perplessità del caso. Vinse alla sua prima gara in rosso, a Melbourne ed al termine del mondiale 2007 mise le mani sul titolo iridato. La parentesi nel WRC non fu esaltante con qualche uscita di troppo. E forse anche per questa ragione “Iceman” non fu insensibile alle sirene che provenivano dal Circus. Trattò inizialmente con la Williams, poi il 29 novembre 2011 venne annunciato il suo ritorno in F.1 con la Lotus; la scuderia nata dall’acquisizione della Renault F1, sponsorizzata da Lotus Cars, per conto della Genii Capital. Malgrado le difficoltà iniziali, il finlandese non si lasciò certo condizionare e grazie alla crescita della monoposto si tolse pure la soddisfazione di imporsi nella terz’ultima tappa ad Abu, chiudendo terzo in campionato. Un risultato non certo pronosticabile a inizio anno, dimostrando a tutti quanti che non era affatto “bollito”. Tanto che due stagioni dopo fu richiamato, nella sorpresa generale, alla Ferrari dal Presidente Luca di Montezemolo. Raikkonen rimase a Maranello sino al 2018 e quello fu il suo anno migliore della seconda avventura in Ferrari. Nel mondiale si piazzò terzo alle spalle del compagno Vettel e di Hamilton, il vincitore. Senza dimenticare che nel G.P. degli Stati Uniti ad Austin firmò il suo ultimo successo in F.1. Il 2019 vide “Iceman” in forza alla ex-Sauber, ovvero l’Alfa Romeo Racing: scuderia satellite e cliente della rossa di cui montava le power unit. Per nulla demotivato, Kimi accettò il trasferimento in un team di secondo piano ed ebbe comunque modo di mettersi in luce anche con la modesta C38. Nel Gran Premio del Brasile del 2019, arrivò a ridosso del podio arpionando un prestigioso quarto posto. Insomma una carriera lunga e da incorniciare quella di questo fuoriclasse finnico, in cui si contano oltre al mondale: 21 trionfi, 18 pole position e 103 podi. Di sicuro un antidivo come Raikkonen mancherà al Circus. Un personaggio che non mai amato stare sotto i riflettori, divenuto celebre anche per il suo modo alquanto originale di comunicare. Eppure è diventato testimonial delle Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Sono famosi i suoi silenzi, le brevi frasi pronunciate ma essenziali e anche qualche suo gesto ironico. La memoria corre al Gran Premio del Canada 2008. E’ il 19esimo passaggio quando dopo l’entrata in pista della safety-car iniziano i rifornimenti. Kubica sulla Bmw e Raikkonen sulla Ferrari sono più veloci di Hamilton, il leader della gara e lo superano presentandosi in fondo alla pit-lane attendendo che il semaforo da rosso diventi verde. L’inglese, forse innervosito dal sorpasso subito è un po’ distratto e finisce col tamponare la rossa di Kimi. Subito dietro, anche Nico Rosberg resta sorpreso dell’accaduto e tocca il retrotreno della McLaren di Hamilton. Insomma un classico tamponamento a catena come quelli che si verificano ai semafori in città. Usciti dalle vetture i piloti controllano i danni ed il glaciale finnico si avvicina ad Hamilton e con una leggera pacca sulla spalla gli indica il semaforo, come a dirgli:” … guarda che quando c’è il rosso ci si ferma….”, dopodichè si avvia con calma verso il proprio box. Che dire d’altro.

Le ultime news