Aggiornato al 08/08/2020 07:26:44
03/07/2020

SI RIPARTE ... DAL MUGELLO?

Autore: Marco Giachi

Ehi! Ci siete ancora? Superato il trauma dell'e-sport con le gare finte che sono più divertenti di quelle vere?

In qualche modo il mondo del motorsport si rimette in moto, visto che stiamo parlando di oggetti mossi da un motore questa frase è più azzeccata che mai, e alla fine della fiera, noi italiani, ci avremo anche guadagnato un Gran Premio: quello "di Toscana" al Mugello (dice si chiamerà così se verrà fatto).

Peccato, però, che tutti quelli che hanno parlato di questa opportunità si siano limitati a lodare il Ciruito del Mugello come "la pista della Ferrari", dimenticando completamente la storia del "vero" Circuito del Mugello stradale che, insieme alla Targa Florio, è stato per anni, fino al 1970, uno degli appuntamenti più importanti del Mondiale Marche, quando a Scarperia arrivavano le Ford GT40, le Ferrari P4, le Porsche 910, le Alfa Romeo 33, le Abarth 2000 ... guidate da gente come Nanni Galli, Vic Elford, Arturo Merzario, Sandro Munari, Leo Kinnunen, Carluccio Facetti e tanti altri.

Ci sono rimasto male!

La Ferrari, oltre al Gran Premio in casa, in questo periodo di blocco ha guadagnato anche l'accorciamento di un tormento, quello dei piloti, che ora è ridotto a pochi mesi invece che trascinarsi per quasi dodici come sarebbe accaduto se il Campionato avesse avuto uno svolgimento regolare partendo a marzo. Almeno fino a luglio siamo stati liberi dai tormentoni.

Ci hanno guadagnato, probabilmente, anche le formule minori se una Formula 1 ridimensionata avrà meno spazio per far valere la sua potenza mediatica che poco spazio lascia agli altri.

Ci ha perso, e tanto, Alessandro Zanardi in un incidente che poteva accadere in qualsiasi momento ma che, di fatto, è accaduto in una manifestazione legata al virus. Per carità, non si può certo dire che Alex sia una vittima del Covid-19, ma in qualche modo legato a lui si.

E dal punto di vista sportivo chi ci avrà guadagnato? Impossibile dirlo, ma coloro che erano un po' indietro a febbraio nelle prove di Barcellona almeno più tempo per pensare e far girare i programmi di simulazione l'hanno avuto e chissà possono aver colmato qualche gap.

Sarà tutto un po' buffo ma, forse, neanche tanto visto che la Formula 1, di cose buffe, in questi ultimi anni ne aveva già introdotte tante e certi atteggiamenti "blindati" non sono certo una novità nel Paddock.