Aggiornato al 05/06/2020 18:40:08

STIRLING MOSS: TRA I PIU' GRANDI DI SEMPRE

Ha avuto la sfortuna, o la fortuna? di incrociarsi con Juan Manuel Fangio, il re degli anni cinquanta con cinque titoli. Lui, Stirling Moss “zero tituli”, ma un curriculum grande così, e soprattutto la fama indelebile di uno tra i più grandi di sempre.

In effetti questa storia del “Re senza corona”, se pur vera, è stupida e gli va stretta.

Il titolo del 1958, l'anno dell'abbandono di Fangio, era suo. Quell'anno aveva vinto a gennaio in Argentina, segnando un record storico, portando per la prima volta al successo in F1 una macchina a motore posteriore, la Cooper Climax di Rob Walker, avete presente il whisky Johnny Walker?

Poi, accasatosi, dopo la stagione Mercedes aveva corso da indipendente, con la Vanwall “all british” aveva condotto un campionato da protagonista. A Casablanca, nel Gran Premio del Marocco, l'ultimo della stagione, il patatrak. Muore in corsa il giovane compagno di squadra Stuart Lewis-Evans, una vera tragedia che porterà il titolare della squadra Colin Vanderwell, a disimpegnarsi dalla F1, nonostante la conquista del titolo costruttori istituito proprio quell'anno. Sul finale di corsa poi, il semisconosciuto americano Phil Hill, che ha portato nuove forze in Ferrari, autore di una grandissima corsa, favorisce l'insperato secondo posto di Mike Hawthorn, che rende inutile l'ennesima vittoria di Moss, beffato per un punto nel suo anno migliore.

Ma lui se ne frega, non ne fa un dramma, torna con Rob Walker, e continua vincere, nonostante il grave incidente di Spa nel 1960, in uno dei week-end più neri della F1, fatale ai due piloti inglesi Chris Bristow e Alan Stacey, mentre Mike Taylor riportò gravi ferite.

Ma come i gatti, anche Moss sembrava avere sette vite. Al rientro nel 1961 con una Lotus chiaramente inferiore mette alla frusta i ferraristi con le 156, vincendo a Montecarlo per la terza volta e al Nürburgring. Ma quello in Germania sarà l'ultimo exploit iridato.

A inizio 1962 un nuovo tremendo incidente lo metterà fuori gioco definitivamente a trentatre anni, dopo una carriera che l'ha visto primeggiare anche nelle classicissime di durata come la Mille Miglia, dove nel 1955 con la Mercedes 300 SLR ha coperto i 1.597 km da Brescia a Roma e ritorno con tanto di scollinamenti sugli Appennini, all'incredibile media di 157,650 km/h, battendo Fangio con una vettura gemella...

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