Aggiornato al 15/11/2018 12:17:44
15/10/2018

SUCCESSO A GUBBIO PER I FIA HILL CLIMB MASTERS

Il FIA Hill Climb Masters 2018 si è concluso a Gubbio con un successo straordinario. Vincitori delle quattro categorie sono gli italiani Christian Merli con l'Osella Fa30 Evo Zytek autore anche del miglior tempo assoluto, e Lucio Peruggini, il britannico Will Hall e lo svizzero Roger Schnellmann, mentre la nazionale campione della Nations Cup è il Lussemburgo davanti proprio all'Italia e alla Slovenia. Il grande evento biennale che celebra il mondo delle corse in salita ha vissuto in Umbria e per la prima volta in Italia un weekend esaltante. Gubbio, capace di dare il meglio di sé, ha saputo ergersi a “capitale delle cronoscalate”.

Sul tracciato di 3310 metri immerso nel verde tra la Gola del Bottaccione e il valico di Madonna della Cima, Christian Merli ha piazzato la zampata decisiva. Il neo-campione italiano ed europeo e ora per la prima volta anche medaglia d'oro individuale al FIA Masters è stato il più veloce in assoluto in tutte e tre le manche di gara sull'Osella Fa30 Evo Zytek sulla quale si è aggiudicato la Categoria 2 (prototipi e formula FIA) precedendo di soli 7 decimi Simone Faggioli. Il pluricampione toscano ha provato a sopravanzare il rivale fino all'ultimo sfruttando soltanto due salite, visto che nella prima di giornata un testacoda con toccata al posteriore lo aveva costretto al ritiro e al ripristino dell'alettone sulla sua Norma M20 Fc Zytek. Per Faggioli è dunque argento dopo l'oro conquistato due anni fa a Sternberk.

Un po' più staccato dalle due star “azzurre”, terzo posto e medaglia di bronzo per il francese Sebastien Petit, pluricampione transalpino in continua progressione all'esordio sul tracciato al volante della Norma M20 Fc Mugen. I piloti italiani tornano in evidenza anche sotto al podio con Domenico Scola quarto su Osella Pa2000 Honda e Domenico Cubeda sesto con l'Osella Fa30 Zytek. Tra loro si è inserito lo svizzero Marcel Steiner, che ha completato la top-5 al volante della LobArt La01 Mugen. Entrambi su Fa30, settimo ha concluso Diego Degasperi e ottavo l'unico umbro al via, Michele Fattorini.

L'Italia ha poi monopolizzato il podio della Categoria 1, quella delle vetture Turismo/GT rispondenti alla regolamentazioni FIA. Peruggini e la Ferrari 458 GT3 hanno avuto la meglio nel ravvicinato testa a testa con Marco Iacoangeli e la Bmw Z4 in quello che in definitiva è stato il prosieguo dell'infinito duello che li ha visti protagonisti anche nel Campionato Italiano. Per il pilota foggiano tricolore in carica è arrivata la conferma della medaglia d'oro conquistata anche nell'edizione 2016 del FIA Masters in Repubblica Ceca, mentre per il driver romano è arrivato l'argento per 89 centesimi sul veneto Luca Gaetani, medaglia di bronzo sull'altra 458 GT3 in gara.

Nella Categoria 3 (Turismo/GT “open”) agonismo sul filo dei centesimi per i principali attori che, tutti su Mitsubishi Lancer Evo, hanno conquistato il podio, sul quale ha brillato l'oro dello svizzero Roger Schnellmann sulla coppia polacca Michal Ratajczyk (argento dopo essere stato il più veloce nelle prove del sabato) e Szymon Lukaszczyk (bronzo). Copione adrenalinico e distacchi ravvicinati anche nella Categoria 4, dove le monoposto inglesi si confermano e sfrecciano dalla “pista” al podio grazie alla medaglia d'oro finita al collo del vice campione britannico Will Hall, primo al fotofinish su Force W H Xtec motorizzata Aer dopo la “pole” ipotetica del sabato. Non riesce la tripletta al sei volte campione nazionale Scott Moran, che dopo i trionfi in Lussemburgo e Repubblica Ceca al terzo FIA Masters è d'argento per soli due decimi su Gould Gr61x Nme, mentre il bronzo è di Trevor Willis con la Oms 28 Rpe.

Nella classifica a squadre della Nations Cup che prendeva in considerazione un indice di regolarità piuttosto che di performance pura, il Lussemburgo ha conquistato l'oro grazie alla costanza di Guy Demuth (Norma M20 Fc Judd), Daniele Donkels (Tatuus F.Renault), Canio Marchione (Bmw 320) e Charles Valentiny (Subaru Impreza Sti). Non è riuscita la vittoria casalinga all'Italia capitanata da Fiorenzo Dalmeri, invece, che però, oltre a una pioggia di medaglie individuali, si mette al collo anche quella d'argento delle nazionali e sale sul secondo gradino del podio con Merli, Faggioli, Scola e Cubeda. Bronzo alla Slovenia di Matevz Cuden (Renault Clio Rs), Ales Prek (Honda Civic Type-R), Peter Marc (Mitsubishi Lancer Evo) e Milan Bubnic (Lancia Delta Hf Integrale).

Nella classifica Under 25 dedicata ai giovani talenti europei si è imposta la 22enne promessa delle salite britanniche Matthew Ryder con la monoposto Empire Evo 2 Suzuki. Ma anche tra i giovani l'Italia ha concluso il FIA Masters di Gubbio con una soddisfazione, quella del secondo posto di Andrea Palazzo, il 23enne pugliese sulla Peugeot 308 Racing Cup.

Altra piazza d'onore per l'Italia è arrivata nella classifica femminile grazie a Gabriella Pedroni, la campionessa italiana di gruppo N al volante della Mitsubishi Lancer Evo con la quale le ha provate tutte per restare almeno in scia della vincitrice Nicola Menzies, la pilota inglese che ha utilizzato al meglio le elevate prestazioni della monoposto Gould GR55B Cosworth.

FIA Hill Climb Masters 2018 (Gubbio).

Manche più veloce

1. Merli (Osella Fa30 Evo Zytek) in 1'17”85;
2. Faggioli (Norma M20 Fc Zytek) a a 0”73;
3. Petit (Norma M20 Fc Mugen) a 2”05.

Classifica per categorie

Cat.1: 1. Peruggini (Ferrari 458 Gt3) in 1'32”97; 2. Iacoangeli (Bmw Z4 Gt3) a 1”02; 3. Gaetani Ferrari 458 Gt3) a 1”91.

Cat.2: 1. Merli (Osella Fa30 Evo Zytek) in 1'17”85; 2. Faggioli (Norma M20 Fc Zytek) a a 0”73; 3. Petit (Norma M20 Fc Mugen) a 2”05.

Cat.3: 1. Schnellmann in 1'33”12; 2. Ratajczyk a 0”82; 3. Lukaszczyk a 1”52.

Cat.4: 1. Hall (Force Wh Xtec Aer) in 1'23”27; 2. Moran (Gould Gr61x Nme) a 0”20; 3. Willis (Oms 28 Rpe) a 0”51.

Under25: 1. Ryder (Empire Evo 2 Suzuki) in 1'34”33. Femminile: 1. Menzies (Gould Gr55B Cosworth) in 1'40”45.

Nations Cup

1. Lussemburgo;
2. Italia ;
3. Slovenia;
4. Francia;
5. Regno Unito.
Le ultime news