Aggiornato al 22/01/2018 09:28:10
04/01/2018

TEMPO DI DAKAR

Autore: redazione - FC

“Avendo vinto le ultime due edizioni e monopolizzato il podio nel 2017, il nostro obiettivo non può che essere che vincere questa Dakar 2018! Ma questa corsa non si vince certo in anticipo…L’edizione 2018 si annuncia come una corsa appassionante, ma molto lunga e non mancheranno le difficoltà. Il percorso è più lungo dell’anno passato e molto più difficile con grandi tappe su sabbia in partenza, che già potrebbero creare distacchi importanti. La tappa marathon di 1000 km sarà pure una grossa incognita e la parte finale in Argentina non sarà certo più facile. Aggiungiamo una concorrenza che ha lavorato intensamente e le modifiche al regolamento: non c’è dubbio che la corsa sarà dannatamente complicata!"

Nelle parole di Bruno Famin Direttore di Peugeot Sport c’è la fotografia della Dakar 2018 che prende il via dopodomani da Lima, per concludersi a Cordoba il 20 gennaio dopo 14 tappe e un totale di 8793 km di cui 4329 km di settori competitivi.

E’ anche l’ultima partecipazione Peugeot alla Dakar, conclusa questa avventura, il Leone si concentrerà sul Campionato Mondiale Rallycross. Ma niente è stato lasciato al caso a partire dalla 3008 DKR Maxi, più larga di 20 cm, per un totale di 2.400 mm, con una maggiore corsa delle sospensioni (+ 10 cm) per creare più stabilità. Nuovi sono i triangoli inferiori e superiori della sospensione, le biellette e gli alberi di trasmissione. Il motore V6 Biturbo diesel è in grado di sviluppare 340 CV con una coppia monstre di 800 Nm a 5000 giri/min.

Come è noto c’è un nuovo regolamento che penalizza le due ruote motrici, alle quali è stato imposto un sovrappeso di 70 kg, mentre per le quattro ruote motrici c’è uno sconto di 100 kg.

La concorrenza è agguerritissima. MINI schiera uno squadrone con Miko Hirvonen, Nani Roma, Orlando Terranova, Bryce Menzies, Yazeed Al Rajhi, “Kuba” Przygonski  & Co e ben due soluzioni, il nuovo buggy due ruote motrici e la solita 4WD. Toyota a tre punte, alla ricerca della prima vittoria nella Dakar, punta soprattutto sul pluricampione della World Cup Nasser Al Attiyah, fiancheggiato da Giniel De Villiers e Bernhard Ten Brinke,  con il rinnovato e temibilissimo Hilux pick-up.

Ma il dream team Peugeot risponde con “Mr.Dakar” Stéphane Peterhansel (14 volte vincitore tra moto e auto), Carlos Sainz che la Dakar l’ha vinta nel 2010, Cyril che quest’anno si è imposto nel Silk Way Rallies, arricchendo il suo palmares nel quale figurano cinque successi nella Dakar tra le moto, e Sébastien Loeb.

"Per me vale il detto quest’anno o mai più” confessa il nove volte campione del mondo rally, dimostratosi velocissimo nei raid, ma ancora all’asciutto “E’ l’ultima possibilità di vincere la Dakar. L’anno scorso abbiamo visto che abbiamo la capacità di vincerla. Questo è motivante. Tuttavia c’è una quantità di parametri che entrano in gioco su una Dakar… E’ lunga e devi fronteggiare tante cose a partire dalle dune, un tipo di terreno dove non ho grandissima esperienza, ed è un percorso che non mi è favorevole. Per quanto riguarda la vettura è più stabile, più gradevole da guidare e meglio ammortizzata. Ci dà maggiore confidenza e dunque potremo attaccare un po’ più forte”…

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