Aggiornato al 23/11/2020 20:04:33

TOYOTA FA IL TRIS A LE MANS

Autore: Massimo Campi

La Toyota ha fatto il tris di vittorie alla 24 ore di Le Mans, un successo nel deserto della pista, volutamente senza spettatori per l’emergenza Covid, ma che ha rappresentato un importante traguardo per la marca giapponese che ha continuato a credere nella serie WEC, e nella maratona francese nonostante l’abbandono di tutti gli avversari. Il successo è andato al terzetto della vettura n°8, quella di Buemi-Nakajima-Hartley, con l’inglese che conquista subito la vittoria e Buemi che sale per la terza volta sul gradino più alto del podio. Dopo la Toyota la migliore è risultata la Rebellion, con Senna-Nato-Menezes che salgono sul secondo gradino del podio con un distacco di ben 5 giri seguiti dall’altra Toyota TS050, quella di Lopez-Kobayashi-Conway che ha potuto approfittare dei problemi accaduti alla Rebellion n°4, quella di Dumas/Berthon/Deletraz. A causa di una uscita fuori pista di Louis Deletraz è stato necessario sostituire il cofano anteriore, e una volta effettuato il cambio, la vettura non è riuscita a ripartire subito per un problema alla frizione, perdendo la terza posizione. La marcia delle Rebellion è stata sempre notevole, ma il potenziale dimostrato dalla TS050 è sicuramente superiore, soprattutto sul ritmo di gara. Un gran botto di James Allen per il team Graff ha fatto entrare le tre safety-car nel finale riavvicinando la lotta per il podio, ma non c’è stata storia per il team giapponese che ha saputo mantenere il vantaggio accumulato.

 

La United Autosports con Phil Hanson, Filipe Albuquerque e Paul Di Resta ha dominato la classifica LMP2 dimostrando ancora una volta la superiorità dell’organizzazione di squadra. Secondo il team Jota con Davidson-Da Costa-Gonzalez che nel finale ha provato a recuperare sulla Oreca della United, ma non c’è stato nulla da fare contro il team di Zak Brown. Il duello per il terzo gradino del podio si è deciso nell’ultima ora, quando l’Oreca G-Drive di Jean-Eric Vergne ha rotto una sospensione. A beneficiare è stato il team Panis, con Nico Jamin, Julian Canal e Matthieu Vaxiviere.

Il passo dell’Aston Martin è stato imprendibile per gli uomini della Ferrari, con Maxime Martin, Alex Lynn e Harry Tincknell che vincono la classe GTE-Pro davanti ad Alessandro Pier Guidi, James Calado e Daniel Serra dimostrando che la Vantage ha raggiunto la maturità dopo diversi mesi di messa a punto. Problemi invece per l’ultima versione della Porsche 911, veloce in qualifica e vincente nelle gare più corte, la vettura tedesca ha pagato molti problemi di affidabilità, principalmente di servosterzo, togliendo dalla lotta decisiva Gimmi Bruni e compagni.

Non hanno visto la bandiera a scacchi Davide Rigon, Miguel Molina e Sam Bird, con la seconda Ferrari AF ritirata negli ultimi chilometri e non classificata. Chissà invece se per la Porsche 911 ultima versione, l’anno prossimo sarà la stessa storia della Aston.

Anche nella classe GTE-Am la Aston Martin ha dettato legge con Charlie Eastwood, Johnny Adam e Salih Yoluc che sono saliti sul gradino più alto del podio, mentre è sfumata la doppietta della Vantage a causa della rottura di una sospensione per Dalla Lana-Gunn-Farfus che ha avvantaggiato la Porsche Dempsey-Proton con Ried-Pera-Campbell secondi seguiti dalla Ferrari di Perrodo-Collard-Nielsen e dalla Porsche del Team Project1 di Matteo Cairoli/Perfetti/Ten Voorde.