Aggiornato al 05/06/2020 17:59:39

VETTEL IN MERCEDES?

Autore: Carlo Baffi

Vettel in Mercedes? Sarebbe una bella storia di marketing.” Così Toto Wolff, gran capo del settore sportivo della Stella a Tre Punte, ha risposto alla domanda durante un’intervista alla televisione austriaca Org. Forse una boutade, ma che sotto sotto cela il vecchio sogno Mercedes di trionfare nella massima serie nuovamente con un pilota tedesco. Nel 2016, l’impresa è riuscita a Nico Rosberg che si è laureato campione al volante della W07 dopo una battaglia con Lewis Hamilton senza esclusione di colpi. Primo “german’sdirver” nella storia a trionfare su vettura tedesca.

Ma forse la suggestione di riportare ai vertici un pilota un po’ sottotono non va del tutto accantonata. Era accaduto già con nel 2010 con Michael Schumacher, tornato in F.1 dopo quattro anni di stop, seguiti ad un ciclo irrepetibile di trionfi con la Ferrari. Le aspettative andarono però deluse e nel 2012 il Kaiser appese il casco al chiodo. Niki Lauda, allora ai vertici sportivi della Mercedes pensò bene di chiamare il fuoriclasse britannico Lewis Hamilton ed il resto è storia nota.

Oggi, il mancato rinnovo contrattuale di Vettel a Maranello, ha dato il via ad un effetto domino nel mercato piloti, alimentando anche ipotesi curiose e suggestive. D’altronde con un mondiale dal destino ancora incerto causa Covid-19, è comprensibile che abbiano spazio certi argomenti da “fanta-formula uno”. Di sicuro, in chiave 2021, Vettel risulta attualmente un disoccupato di lusso, la cui unica possibilità sarebbe attualmente rappresentata dalla Renault, orfana di Ricciardo, il cui posto pare sia ambito anche da Fernando Alonso: altro grande disoccupato con doppia laurea iridata. Ecco quindi che qualcuno ha pensato ad un flirt tra il ferrarista e la Mercedes, dove la posizione contrattuale dei due piloti è ancora incerta.Valtteri Bottas ha un impegno per il 2020, visto che gli viene rinnovato anno per anno. Hamilton da tempo sta trattando un nuovo ingaggio, ma la cifra sparata di 120 milioni di Euro per altre due stagioni, è stata giudicata troppo alta dalla controparte. Lecito chiedersi se la presenza sul mercato di Vettel possa essere strumentalizzata da Stoccarda per un gioco al ribasso nella negoziazione con il fuoriclasse britannico.

Tutto è possibile, ma onestamente fino a che punto le parti sarebbero disposte a non proseguire il ciclo di successi che in questi ultimi anni li ha visti dominatori del Circus? Hamilton insegue il record dei sette mondiali di Schumi e la Mercedes intende restare la squadra da battere finché resterà in F.1. Già, perché tra le tante voci che sono circolate c’è pure quella che le Frecce d’Argento mollino il colpo, per concentrare gli sforzi altrove. Allo stato attuale però, pare una decisione poco probabile. Le risorse investite nei Gran Premi sono ampiamente ripagate dai premi, dagli sponsor, dalla ricaduta sulla produzione di serie legata soprattutto alla tecnologia ibrida e dai ritorni pubblicitari grazie ai continui successi. Ecco perché è d’obbligo continuare a vincere. E’ dunque molto probabile che Hamilton resti e quindi sarebbe Bottas a rischiare il posto.

Scartata la soluzione di vedere uno giovani talenti gestiti da Toto Wolff, promosso al grado di pilota ufficiale Mercedes, diamo per buono l’ingaggio di Vettel. Ma onestamente, quanto gli converrebbe correre al fianco di un cannibale come il Campione del Mondo in carica? La recente rivalità con il giovane Leclerc ha letteralmente mandato in crisi il tedesco e non dimentichiamoci che nel periodo targato Red Bull, l’arrivo di Ricciardo era culminato con la dipartita alla volta di Maranello. Ed inoltre alla Mercedes gioverebbe schierare nuovamente una coppia di top-driver, con tutti i rischi del caso? Il ricordo della faida tra Rosberg ed Hamilton è ancora fresco. Dal canto suo Vettel avrebbe a disposizione con ogni probabilità un mezzo molto competitivo, ma potrebbe rivelarsi un arma a doppio taglio. In caso di trionfo, quanti sarebbero i meriti del quattro volte iridato e quanti della Freccia d’Argento? In caso di flop, l’immagine di Sebastian verrebbe nuovamente ridimensionata e per lui sarebbe una mazzata. L’essere al volante di una monoposto vincente, impone sempre al pilota l’obbligo di fare risultato.

C’è poi la parte economica. Riteniamo poco probabile che a Stoccarda siano disposti a sostenere un ingaggio elevato oltre a quello di Hamilton. Wolff ha parlato di marketing, ma in un momento come questo con l’economia devastata dalla pandemia e con un futuro incertissimo, in particolare per il settore automobilistico, riteniamo poco probabile che tra le priorità delle famiglie ci sia quella di cambiare l’auto. Insomma, per ora la prospettiva di vedere Vettel indossare la tuta con la Stella a tre punte, pare poco realistica. Per ambo le parti, i vantaggi non sono così elevati anzi. Quindi quale sbocco per Vettel ? Un team di media-bassa classifica? In passato abbiamo avuto il caso di Damon Hill, che nel 1997 vinto il mondiale con la Williams e non trovando un accordo economico con Sir Frank, emigrò alla modesta Arrows. Prima ancora, nel 1989, Michele Alboreto ritornò alla decadente Tyrrell, dopo cinque anni in Ferrari.

E se Vettel dicesse addio alle corse? Magari iniziando con un anno sabbatico ? Del resto i soldi non gli mancano, ha una famiglia da godersi ed una bacheca ricca di trofei. Manca il benedetto titolo con il Cavallino, ma ricordiamoci che il mondiale 2020 dovrebbe ancora partire e chissà. In caso di ritiro però, la Germania che domina grazie alla Mercedes, si ritroverebbe a non avere alcun pilota nella Formula 1 del 2021. Strano, ma vero. E pensare che nel 2010, i portacolori teutonici erano ben sette nella lista degli iscritti al mondiale.

Le ultime news