Aggiornato al 21/09/2018 08:24:56
08/03/2018

WRC MESSICO: IL RITORNO DI LOEB

Autore: redazione - FC

Neuville, Ogier, Tänak? No, il pilota più atteso del terzo round del mondiale rally 2018, che si corre sulle alture messicane (quasi 2800 metri il punto più alto) è senza dubbio Sébastien Loeb che qui ha vinto nel 2006, 2007, 2008, 2010, 2011 e 2012. Il nove volte campione del mondo francese sarà al via come previsto con la C3 WRC, che lo scorso anno ha messo il settimo sigillo Citroën con Kris Meeke.

“Questo rally mi è sempre piaciuto, quindi spero di divertirmi su queste speciali al volante della C3 WRC. Per il resto, ho gli stessi dubbi di tutti: spero di riuscire a tenere il ritmo, ma non posso valutare il mio livello rispetto agli altri. Non dimentichiamoci che questo è sempre un campionato mondiale, e gli altri piloti non sono rimasti ad aspettarmi in questi anni. Sono soddisfatto dei test effettuati, ho percorso più di 500 chilometri in due giorni, ho trovato la C3 WRC ben equilibrata, e ho l’impressione che sia migliorata ancora dalla mia ultima prova a fine 2017. Ho cercato di giocare tutte le carte possibili, anche guidando una DS3 WRC per ritrovare gli automatismi, e guardando i video on board delle edizioni precedenti. Il 28% del percorso mi risulterà nuovo, contro il 4 % per gli altri, ma va bene perché rimane comunque una delle prove che conosco meglio. I ricordi che ho di quel 72% già percorso risalgono a sei anni fa, e ho lavorato in modo da non arrivare completamente spaesato. Venerdì partirò undicesimo, e spero che questo mi aiuterà a riprendere i riferimenti, perché con queste regolazioni è necessario fare bene già nella prima tappa per non compromettere la gara”.

Il problema, non solo per Loeb, ma per tutti i team è il correre in quota. Con un’altitudine media di 2.200 metri, il punto più alto a 2.737 metri, e una temperatura che spesso si avvicina ai 25 gradi, il Messico è una gara senza paragoni, che mette a dura prova l’affidabilità dei motori. In queste condizioni, la rarefazione dell’ossigeno richiede un’attenzione particolare al raffreddamento del motore, ma anche dei componenti idraulici e dei freni, lavorando in particolare sui volumi dei radiatori utilizzati. L’altro effetto negativo riguarda la perdita di potenza, che ogni anno i tecnici cercano di risolvere ottimizzando la cartografia del motore durante le sessioni di prova a certe altitudini e sul banco di prova”.

Riassumendo le caratteristiche principali della gara: 22 speciali per 344,49 km cronometrati • 2.737 metri di altitudine nel punto più alto del rally, rispetto ai 1.786 metri di Leon dove si trova la base con il 10% la perdita di potenza a 1.000 metri di altitudine

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