Aggiornato al 25/05/2019 01:09:19
14/02/2019

WRC SVEZIA: SFIDE AL CALOR BIANCO

«Questo rally mi è sempre piaciuto molto, mi piacciono le sensazioni al volante delle nostre WRC, e spero che le condizioni lo consentiranno, anche se so che fare da apripista spesso è penalizzante per lo strato di neve che copre il ghiaccio. Dovremo vedere come cambierà il terreno nei due passaggi, ma temo che, con lo strato di ghiaccio che c’è ora, la terra si scoprirà rapidamente. Nelle prove il feeling è stato buono chilometro dopo chilometro e come sempre ce la metteremo tutta».

Così si esprime Sébastien Ogier sul Rally di Svezia, la seconda prova del mondiale, che parte stasera da Karlstadt. Qui, in effetti, Sébastien Ogier e Julien Ingrassia hanno già vinto tre volte (2013, 2015, 2016) a dimostrazione della loro abilità nel gestire questo tipo di equilibrismi su piste sempre più veloci. Un esercizio che cambia ogni anno, per la quantità di neve e ghiaccio sulle strade, che può variare enormemente da un’edizione all’altra. Dopo aver regalato la centesima vittoria nel Monte Carlo al Citroën Racing nel WRC, la quarantacinquesima della loro carriera, Sébastien e Julien avranno l’arduo compito di aprire la pista con la C3 WRC, lasciando la traccia agli altri concorrenti in caso di neve fresca in superficie.

Il percorso 2019, abbastanza simile a quello della scorsa edizione, si distingue prevalentemente per il ritorno della speciale di Rammen (23,13 km) il sabato, in sostituzione della Torntop. Una nuova crono, già percorsa in parte nel 2016, ma in senso inverso. La Rôjden conta un paio di chilometri di differenza rispetto al 2018.

La neve, presente in abbondanza, dovrebbe permettere ai piloti di beneficiare di questi famosi “muri” sui quali appoggiarsi all’uscita dalle curve, per riprendere velocità. Occorre comunque fare attenzione a quelli che sono sufficientemente solidi per reggere l’urto, per non rischiare di essere risucchiati: nel migliore dei casi si rischia di otturare le prese di aerazione del paraurti anteriore mentre nel caso peggiore si può rimanere intrappolati per qualche minuto.

Lo strato di ghiaccio presente adesso nella regione di Torsby, fulcro del Rally, non resisterà a lungo ai quasi 400 cavalli delle WRC, e ai loro 1536 chiodi, che fuoriescono dal battistrada di quasi sette millimetri. Se si scopre la terra sottostante e si formano dei solchi, la sfida sarà al secondo passaggio: con a bordo sei ruote sarà fondamentale cambiarle al momento giusto, in modo da uniformare l’usura dei chiodi degli pneumatici e non alterare l’equilibrio dell’auto.

Una difficoltà aggiuntiva su una prova che ne ha già a sufficienza e dove Séb si vedrà attaccato da più parti in particolare dai piloti nordici – Tänak e Latvala con le Toyota Yaris, Mikkelsen con la Hyundai, e i due giovani di M-Sport Suninen e Tiedemand – e anche dallo stesso Neuville, qui primo nel 2018.

C’è da dire che Citroën può contare sul suo specialista di questi fondi Esappekka Lappi, e sullo stesso Mads Østberg schierato in WRC2 Pro con la C3 R5 ufficiale, che se la vedrà con Kalle Rovanperä e la sua Škoda.

Da seguire, ovviamente, anche le prove di Loeb con la Hyundai e Meeke con la terza Toyota. Un’altra Yaris l’avrà una delle icone della specialità, il due volte campione del mondo, che corre con i colori del suo team.

In casa Italia torna Lorenzo Bertelli con una Fiesta WRC di M-Sport, Tamara Molinaro ed Enrico Oldrati nel JWRC con le Fiesta R2.

Le ultime news